Lino Zanussi e i lungimiranti progetti per Pordenone

30 Settembre 2018

Lino Zanussi

PORDENONE. Si apre lunedì primo ottobre, alle 15.30 nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, il 37° Anno Accademico dell’Università della Terza Età di Pordenone. Nei 50 anni dalla scomparsa, proprio a “Lino Zanussi: l’attualità dei suoi progetti per Pordenone” sarà dedicata la prolusione, affidata a Luciano Padovese, teologo e operatore culturale, fondatore del Centro Culturale Casa Zanussi; e al giornalista Giuseppe Ragogna, già vicedirettore del quotidiano Messaggero Veneto.

La lungimiranza di Lino Zanussi sull’evoluzione della città dal punto di vista culturale sarà dunque al centro dell’incontro: fu proprio Lino Zanussi ad avere l’idea di un centro di aggregazione giovanile di nuova concezione, che venne affidato al coordinamento del giovane Luciano Padovese, capace di declinarne e potenziarne le specificità fino a trasformare la Casa dello Studente in un centro polifunzionale con attività culturali per persone di tutte le età.

«Tante le considerazioni sulla grandezza storica e umana di questo uomo – osserva Luciano Padovese -. Lino Zanussi era uomo che partiva da grandi sogni per tradurre in progetti e realizzazioni che in pochi anni lo resero personaggio internazionale. Pensare in grande e la chiave per ricordarlo: per Lino Zanussi questo significava mettere in primo piano la formazione e la cultura, attraverso interventi destinati innanzitutto ai giovani, ma aperti a tutti. Concetto alla base di suoi progetti concreti, come la Casa dello Studente intesa quale centro socio-culturale aperto a tutti».

Proprio in questa direzione vanno le molteplici proposte dell’UTE: 249 incontri per 31 corsi e 29 laboratori, una vera e propria palestra di condivisione e iniziative capillari, con spazi di creatività e condivisione, tutor professionisti, momenti per migliorare le proprie capacità mnemoniche e relazionali. Partecipare ai laboratori UTE significa lavorare in piccoli gruppi, acquisire nuove competenze con il valore aggiunto della socializzazione che si sviluppa nel tempo.

«Nove mesi di attività e tanti corsi aperti agli iscritti – spiega la presidente UTE Adriana Predonzan – con cicli di lezioni sui temi più vari, dall’archeologia alla storia, dall’etica alla filosofia, dalla medicina alle scienze, alla geopolitica, all’arte, alla musica e alla letteratura. E inoltre visite in regione, viaggi in Italia e all’estero, quest’anno con meta la Russia. Il tutto tenendo presente la necessità di superare gli stereotipi sull’anziano e di dare importanza al suo ruolo sociale, di favorire il dialogo e la socializzazione, di promuovere il territorio, di costruire identità. Contribuire a promuovere identità è un impegno che ci siamo dati da tempo.

Insistiamo quindi nel ricercare sinergie e collaborazioni, per condividere nuovi percorsi per la costruzione di un territorio responsabile, anche socialmente, con il nuovo Piano di Zona in fase di elaborazione da parte del Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Urbano. Partecipiamo all’Osservatorio Anziani del Comune e diamo adesione a proposte di soggetti diversi che mettono in evidenza il ruolo formativo e culturale della nostra università. Lavoriamo su progetti condivisi con altre università a livello regionale e nazionale per evitare isolamento e polverizzazione delle risorse. Tutto questo impegno è volto sia a costruire identità del territorio, condivisa con i diversi attori».

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