Libera circolazione, pandemia e giovani: da giovedì dibattito

1 Dicembre 2020

Gabriella Valera

L’interruzione delle regole del trattato di Schengen a causa della pandemia lascerà dei segni permanenti nella concezione di circolazione degli abitanti europei ed extraeuropei? Questo stop forzato alla mobilità che impatto avrà sui giovani della generazione Erasmus? Sono alcune delle domande che gli studiosi di diritto internazionale ed europeo si stanno ponendo ora che la pandemia, per quanto ancora potentemente virale, richiama tutti alla costruzione di un mondo differente.

Gabriele Qualizza

La VII edizione delle Giornate di studio e di formazione del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile (Isdc), in programma dal pomeriggio di giovedì 3 dicembre (alle 15) a sabato 5 dicembre in modalità online, non a caso lavora sul tema “(Libera) Circolazione: Utopia/Distopie/ futuro”, affrontando la questione della “libera” circolazione (rapporto fra libertà e circolazione). Dopo una relazione introduttiva sui più generali profili di diritto internazionale (Guglielmo Cevolin, Università di Udine) ed europeo, con riferimento alle politiche giovanili (Enrico Elefante, European Youth Trainer, Università di Madras), non mancano le riflessioni politico-filosofiche che riguardano direttamente gli spazi e la loro delimitazione fondata nel potere (Ernesto Sferrazza Papa, Instituto di Filosofía della Pontificia Universidad Católica de Chile; Gabriella Valera, storica e ideatrice del Centro).

Sandro Mezzadra

Sono riflessioni radicate nella Storia contemporanea e nelle pratiche del presente, sempre a metà fra diritto e politica nel quadro generale delle visioni europee e globali (di cui discuteranno Rosaria Pirosa, Università di Firenze, e Sandro Mezzadra, Università di Bologna); narrazioni utopiche e distopiche radicate nel passato e proiettate verso il futuro degli spazi reali e digitali (se ne parlerà con Gabriele Giacomini, Nicola Strizzolo e Dario Castellaneta, dell’Università di Udine, e Gabriele Qualizza e Mark Veznaver, dell’Università di Trieste). A questi interventi di studiosi giovani e meno giovani, coerentemente coordinati, si affiancheranno interventi liberi proposti da giovani europei ed extrauropei che animeranno poi il dibattito finale.

Enrico Elefante

“La “libera” circolazione per migliaia di giovani in viaggio attraverso il mondo era la grande speranza, la narrazione utopica di un mondo senza confini. Per altri che non avevano accesso ai visti, ai permessi, alla “cittadinanza” era da subito il disinganno – commenta Gabriella Valera, direttrice scientifica dell’Isdc -. Il margine, il confine, la libertà, la cittadinanza, continuano a essere i tasselli scomposti di un mondo che si rivela, tra modernità e contemporaneità, del tutto inadeguato alla visione di un tempo e di uno spazio ridisegnati”. Parlare di cittadinanza significa parlare di confini; parlare di libera circolazione significa parlare di superamento e risoluzione dei confini. Il tema della libera circolazione si pone quindi come catalizzatore di una serie di rappresentazioni e analisi da diversi punti di vista trasversali, il cui risultato finale, la riproposizione del rapporto fra confine, libertà, cittadinanza indica anche a chi si forma o già è attivo nelle “professioni” della cultura (dalla ricerca, alla proposta culturale organizzata, dalla didattica, alla amministrazione delle policies) dei focus accesi su grandi questioni contemporanee, da affrontare con strumenti affinati, multidisciplinari e dialogici.

Dario Castellaneta

La partecipazione alle Giornate di Studio è aperta a tutti: per ottenere il link allo streaming basta scrivere a centrostudicultgiov@gmail.com, per informazioni su programma e contenuti www.centroculturagiovanile.eu

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