“L’Hospitale racconta…”, un libro sulla sede di Ute Sacile

30 Novembre 2019

I componenti del Laboratorio di scrittura creativa

SACILE. “L’Hospitale racconta…” è la seconda uscita editoriale promossa per il 2019 dall’Ute di Sacile e Altolivenza, che va con questo volume ad incrementare la propria “collana” di pubblicazioni legate al territorio altoliventino, grazie alla collaborazione di Corvino Edizioni di Fagagna. Dopo le memorie storiche raccolte tra le famiglie e le protagoniste per il volume “I lavori delle donne”, l’Ute torna alla ricerca storica, questa volta unendo l’antica passione per la paleografia e il lavoro di studio archivistico (che già aveva dato vita, qualche anno fa, al volume dedicato a Palazzo Ettoreo) con la fantasia del Laboratorio di Scrittura Creativa guidato da Marta Roghi, Presidente del sodalizio. Domenica 1° dicembre alle 17 nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni è fissato l’appuntamento per la presentazione di questo volume, che vede la luce dopo due anni di lavoro, da un’idea della stessa Presidente, grazie al contributo e al sostegno del Comune di Sacile, della Regione, della Fondazione Friuli e dell’Ado fvg-Associazione Donatori Organi, associazione partner delle attività Ute.

Le antiche ‘carte’ – come scrive nella prefazione al volume Angelo Floramo, medievista e consulente scientifico dell’antica Biblioteca Guarneriana di San Daniele – “sono la memoria del tempo. La Storia si diverte a disseminare segni un po’ ovunque. Iscrizioni graffiate su colonne di un antico hospitale, immagini che tralucono da un affresco (…) Bisogna però avere orecchio fino, occhio attento per carpirne i muti alfabeti, trasformarli in parole, restituirli alla vita che un tempo li ha attraversati”.

Proprio questo si sono esercitati a fare gli autori Ute, scavando negli archivi e tra le pieghe del passato insieme agli amici storici e paleografi Carlo Zoldan ed Eleonora Zambelli, ovvero riportare alla luce storie minime della quotidianità dei cittadini di Sacile e dell’Altolivenza soprattutto tra Cinque e Seicento, attraverso le “carte” che regolavano la loro vita civile: lasciti, testamenti, rapporti familiari e patrimoniali, vissuti tra le contrade cittadine e gli antichi palazzi. Tra questi l’Hospitale “in burgo Sancti Gregorii”, luogo che oggi ospita proprio l’Associazione con le sue mille attività culturali e di formazione, da “ospizio” per malati e pellegrini a “ristoro” dell’anima.

Su queste “storie minime” e su altre testimonianze tuttora esistenti (affreschi, lapidi, iscrizioni) di avvenimenti che coinvolsero Sacile e il circondario nei secoli passati – come la visita di Maria d’Austria a Palazzo Ragazzoni nel 1581 o l’uccisione del podestà di Caneva nel 1790 (l’avvenimento più recente riportato nel volume) – gli autori Laboratorio di Scrittura hanno lavorato inserendo le (a volte scarne) notizie testimoniate dalle fonti storiche nella “fiction”, ovvero immaginando la vita dei personaggi citati, le loro emozioni, le motivazioni alla base degli atti che oggi le “carte” ci lasciano in eredità. “Perché questo, tutto questo è in definitiva la vita. Che siano le lacrime di una Badessa, un viaggio a Venezia dalle terre lontane d’Alemagna, la guerra e l’amore, la violenza subita da Tommasina, l’orgoglio di Falco o gli affanni di Jacobeta”, ci ricordano ancora le parole di Angelo Floramo.

E allora starà proprio agli autori Lucia Accerboni, Maria Bortoluzzi, Paolo Bravin, Titti Burigana, Marinella Cestari, Vittorio Coluccia, Elide Da Ros, Peter Nemnich, Valeria Pederiva, Elda Piai, Marta Roghi, Alberto Quintavalle, Adriano Toffolon, Davide Zambon, in una conversazione moderata dallo scrittore Paolo Venti e intervallata dalle musiche al violoncello di Marco Balbinot, svelare cio che “L’Hospitale racconta…”.

Inizio evento alle 17 con ingresso libero. Info: segreteria Ute Sacile, tel. 0434 72226 – info@utesacile.it

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