L’Europa e i ricercatori in fuga dai loro Paesi: tavola rotonda

1 Settembre 2020

Claire Morel

TRIESTE. Giovedì 3 settembre alle 14.30 nell’ambito del programma scientifico di Esof2020 l’Università di Trieste proporrà il panel “Forced out, welcome in: European action for researchers at risk”, a cura della professoressa Roberta Altin. Le crescenti turbolenze politiche in tutto il mondo stanno contribuendo a un aumento globale della migrazione forzata, che coinvolge sempre più scienziati e intellettuali. Un numero record di accademici e ricercatori è costretto a trasferirsi per esercitare la propria libertà di ricerca e insegnamento. Non esiste uno stato, un governo, una Ong o un’industria che possa soddisfare da solo la portata della sfida; è necessario un approccio ambizioso e concertato.

Roberta Altin

A tal fine, la Commissione europea, nell’ambito delle azioni Marie Skodowska-Curie, Horizon2020 ed Erasmus+, sta finanziando una serie di iniziative in tutta Europa a sostegno dei ricercatori a rischio. Questo panel metterà in luce la più grande di queste iniziative, InSPIREurope, che mira a costruire un’alleanza coordinata, intersettoriale, a livello europeo per i ricercatori a rischio. Inoltre, poiché Trieste si trova al confine tra Europa orientale e occidentale, la città è una piattaforma ideale per testare linee strategiche e nuove politiche a tutela degli studiosi. Nel 2018, 10 istituzioni scientifiche internazionali con sede in Friuli Venezia Giulia ((UniTs, UniUd; Sissa, Ictp, Icgeb, Twas, Ogs, Iap, Inaf, Fit) hanno aderito a un’iniziativa volta a sostenere gli scienziati rifugiati e richiedenti asilo.

Mustapha Jazar

In questa tavola rotonda si discuterà quest’iniziativa, a partire da alcuni interrogativi cruciali. Come potrebbe essere migliorato l’ambiente politico europeo per supportare meglio gli scienziati sfollati, comprese le misure di ospitalità temporanea nelle aree di confine e le strategie a lungo termine? Come aumentare la partecipazione attiva non solo della comunità accademica, ma anche del settore non accademico? Qual è il ruolo della diplomazia internazionale nel raggiungimento di soluzioni sostenibili, compreso un focus sulle azioni tra Paesi fragili e sul sostegno Sud-Sud? E ancora, come possono gli scienziati rifugiati fungere da agenti per il cambiamento all’interno di reti scientifiche, in collegamento con il Paese di origine e le comunità diasporiche?

Ester Gallo

Se ne discuterà insieme a Mustapha Jazar, della Lebanese Association for Scientific Research (LASeR), Marit Egner, Senior Adviser dell’ufficio per le relazioni internazionali e il supporto della ricerca dell’Università di Oslo (UiO), Tuba Inal-Cekic, ricercatrice turca ora in forze all’Humbolt University Institute, Claire Morel, a capo delle Marie Skłodowska-Curie Actions per la mobilità e la formazione di ricercatori e lo sviluppo di programmi d’eccellenza di dottorato presso la Commissione Europea, ed Ester Gallo, professoressa associata all’Università di Trento e co-coordinatrice nazionale della rete Scholars at Risk – Italy. La tavola rotonda è stata progettata in sinergia tra il Cimcs di UniTs, la rete di istituzioni scientifiche del MoU e la rete di Scholars at Risk.

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