L’Estate in città propone la musica del Sud del mondo

4 Agosto 2016

PORDENONE. Secondo appuntamento, venerdì 5 agosto con i laboratori didattici interattivi per bambini e ragazzi (dai 6 ai 12 anni) a cura di Eupolis nell’ambito dell’Estate in Città tra archeologia e land art, che creano un collegamento tra il Museo Archeologico del Castello di Torre (dove comincerà l’attività a partecipazione gratuita), l’ambiente naturale di Torre e le opere di land art realizzate nel vicino parco della Villa Romana. Il laboratorio prevede la realizzazione di prove di archeologia sperimentale riferite ad alcuni reperti. Si tratterà in particolare di ritrovamenti la cui materia prima di origine è l’argilla. L’attività verrà fatta iniziare in Museo e si realizzerà operativamente in prossimità di un’opera di Humus Park, nel parco di Torre. Si costruirà un vaso decorato e alcune pintederas.

MELOCOTòN COLOURPrende il via venerdì 5 agosto nella programmazione dell’Estate in città la terza edizione di “Parco in musica”, rassegna organizzata dall’Associazione CEM Cultura e Musica sulla terrazza della Galleria Pizzinato, per unire arte (la retrospettiva dedicata a Luigi Boille) e musica. In scena alle 21 sarà il progetto Melocotòn con Flavia Quass, voce, Massimiliano D’Osualdo, fisarmonica e pianoforte, Giovanni Gorgoni, basso, Gabriele Degrassi, batteria e percussioni. Il progetto nasce dalla volontà di ricercare e dar voce a brani provenienti dal sud del mondo in atmosfere che variano dal tango argentino alle antiche canzoni popolari di varia estrazione, musicate in accattivanti arrangiamenti.

Melocotòn vuole essere un diario di luoghi, di cieli diversi, di persone, di stati d’animo, di paesaggi umani e naturali, un viaggio in un mondo libero che ci porti attraverso sentieri musicali ed emozionali ricchi di suggestione. Flavia Quass è insegnante di canto moderno specializzata in vocologia artistica. Con la sua voce esplora sonorità soul, rock, rhythm & blues, jazz, prediligendo le vocalità della black music. Prossimi appuntamenti saranno il 19 agosto con Radiodays (Massimo Zemolin, chitarre, Andrea Boschetti, clarinetto) e il 26 agosto con “14 Strings” (Matteo Sgobino, voce e chitarra, Sebastiano Frattini, violino, Alessandro Turchet, basso).

b braidotti 2Alle 21 nell’arena verde del castello di Torre a Pordenone, per l’Estate in Città andrà in scena Racconti di una città industriale di Bruna Braidotti, con la collaborazione alle ricerche e ai testi di Giulio Ferretti. Lo spettacolo interpretato dalla stessa Braidotti accompagnata alla chitarra e fisarmonica da Romano Todesco traccia con spunti ironici l’evoluzione economica eccezionale di Pordenone, definita la Manchester d’Italia. Il racconto sviluppa il percorso dinamico della città dagli opifici settecenteschi mossi dall’acqua, alle filande, ai cotonifici fino all’ascesa dei grandi colossi: la Zanussi, ma anche Locatelli e Savio, e le altre innumerevoli realtà produttive. Una particolarità sottolineata dal testo è l’apporto femminile alla crescita industriale, le maestranze sia nelle filande che nei cotonifici erano composte soprattutto da donne e da loro partirono a fine ’800 le prime lotte operaie per la rivendicazione di condizioni di lavoro più dignitose.

I diversi aspetti di questa storia economica e sociale vengono tracciati sempre con una sfumatura ironica, come lo stravolgimento urbano di Pordenone dovuto alla sua crescita tumultuosa e disordinata negli anni 60, e come la stagione della grande conflittualità operaia con i suoi eccessi e contraddizioni. L’epilogo di questa storia, il presente, è la situazione di crisi attuale che rischia di far perdere alla città la sua identità costruita in secoli di operosità e creatività. Lo spettacolo, sviluppando con leggerezza ma in modo esaustivo questo percorso, vuole lanciare infatti spunti di riflessione sul presente per recuperare quella spinta propulsiva che ha fatto di Pordenone e della sua provincia la locomotiva del Nord Est. L’evento è anche uno degli appuntamenti della Scena delle donne 2016/2017 di cui una sezione è dedicata alle donne e all’economia.

dio esiste_02“Dio esiste e vive a Bruxelles” è la black comedy che ha conquistato tutti con la sua simpatica irriverenza e che arriva al Cinema sotto le stelle dell’Arena Calderari venerdì 5 agosto alle 21, per una divertente serata di Estate in città del Comune di Pordenone. Al centro della scena si trova uno splendido attore di grande istinto e capacità, Benoît Poelvoorde, mentre alla regia lo stile un po’ folle di Jaco Van Dormael, autore irregolare per natura, come aveva già dimostrato al suo esordio, “Toto le héros”, con cui vinse la Caméra d’or per la migliore opera prima al Festival di Cannes.

Con “Dio esiste e vive a Bruxelles” fa le pulci al Padreterno, che non solo vive in Belgio, ma è anche irascibile, bugiardo e dispotico nei confronti della figlia e della moglie, sempre impegnata nelle faccende di casa. Un personaggio decisamente lontano dall’immaginario collettivo, al punto da spingere il povero figlio maggiore Gesù a cercare altri territori, in grado di divertirsi solo tormentando il genere umano con regole di un cinismo degno delle leggi di Murphy. Insomma, un dio che ha messo da parte ogni riferimento religioso, e che non ha come oggetto della sua satira la religione cattolica. Dio qui è un’icona, che il regista fa parlare attraverso la figlia, visto che “avete già sentito molto parlare del figlio. La figlia sono io, mi chiamo Ea e ho 10 anni”. Inizia così il film, con un folgorante cambio di prospettiva. Ragazzina inevitabilmente irrisolta che fa della vendetta contro questo padre ingombrante la scintilla da cui tutto il film prende le mosse, inviando dalla posizione di comando paterna la data della morte a tutti gli esseri umani, con un semplice ma raggelante sms.

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