L’era biotech: un libro per capire i cambiamenti

12 Giugno 2016

UDINE. Proporre una visione sinottica dei cambiamenti indotti dalla nuova era biotech e fornire gli strumenti per valutare gli investimenti, il rischio, la costituzione dell’impresa e la realizzazione dei progetti. È quanto propone il volume Biotech management (edt Aracne, 2016), di Franco Rosa, con prefazione di Alberto Felice De Toni, Gianluca Tell e Luca Fumagalli, che sarà presentato lunedì 13 giugno alle 9 nell’aula 4 di palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine. Porteranno i saluti l’assessore comunale all’innovazione, Gabriele Giacomini; il prorettore dell’ateneo di Udine, Prof. Roberto Pinton; il Direttore del Dipar.to 4A Prof. Paolo Ceccon. Con l’autore, Franco Rosa, interverranno Diego Bravar di Tbs Group, Germano Scarpa di Biofarma, Luca Fumagalli di BB Biotech, Gianluca Tell, Giuseppe Damante e Michele Morgante dell’Università di Udine, Antonio Sfiligoj di Viva bio Cell, Stefano Marchetti di Transactiva, Fabio Feruglio di Friuli Innovazione.

Il volume prende spunto dalla cosiddetta quarta era dello sviluppo industriale secondo il World Economic Forum, 2016 – l’organizzazione internazionale per la cooperazione pubblico-privato in cui operano leader dell’imprenditorialità e della società, che detta le agende globali e di settore –. Questa che stiamo vivendo è l’era della informazione (ICT) capace di generare cambiamenti epocali destinati a influenzare i ruoli, le relazioni sociali, il lavoro, la creazione e la distribuzione della ricchezza a livello nazionale e globale. Le biotecnologie considerate una derivazione dell’ICT produrranno applicazioni pervasive per la società: dalla salute all’alimentazione ai nuovi materiali alle energie rinnovabili, alla bonifica ambientale ed altro.

«L’evoluzione delle biotecnologie, sinergicamente combinate con la finanza, il management, l’informatica, e i servizi – secondo Franco Rosa -, è la peculiare caratteristica del nuovo paradigma di sviluppo intelligente, inclusivo, sostenibile secondo il quale la conoscenza diffusa a livello globale deve trasformarsi in tecnologie e sviluppare rapidamente nuove attività imprenditoriali supportate da una finanza innovativa ed aperta al rischio delle nuove forme d’impresa. Verranno creati nuovi posti di lavoro persi dall’industria tradizionale che richiederanno un cambiamento di mentalità e nuove competenze professionali di elevato livello scientifico e tecnologico, rivalutando fortemente il ruolo delle università, dei centri di ricerca e di tutte quelle strutture che compongono la network organisation».

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