Le varianti Covid aggressive e la pandemia che non è finita

9 Aprile 2022

TRIESTE. Dal dottor Fulvio Zorzut, medico epidemiologo di Trieste pubblichiamo la sua valutazione fine dell’emergenza sanitaria nazionale, numeri e le varianti.

”In questo momento c’è un aumento dei contagi causato più da un rimbalzo della 4 ondata che da una vera nuova 5 ondata, che ha raggiunto il plateau e si è stabilizzata. Le ospedalizzazioni e i ricoveri in terapia intensiva sono stabili, i decessi non sono diminuiti come atteso e si apprezza una leggera diminuzione dell’incidenza. La cosa anomala è che la curva è calata nel cuore dell’inverno ed è risalita in primavera. Certamente le varianti e i livelli vaccinali che ristagnano hanno contribuito a questo fenomeno.

Circolano varianti virali ricombinanti, ‘chimere’, un po’ Delta e un po’ Omicron, come Omicron BA.1, BA.2. e la chimera Xe. Sono tutte estremamente infettanti. I vaccini aggiornati non sembrerebbero essere più efficaci, contro questi virus, rispetto a quelli già disponibili. E’ elevato anche il numero delle reinfezioni tra coloro che avevano già contratto il Coronavirus.

La novità sono i ’pazienti grigi‘, ricoverati per altre patologie e che poi risultano, a sorpresa, positivi al Coronavirus. L’aumento dei positivi fa sospettare che siamo di fronte a una sorta di iceberg, prevalentemente nel centro sud, con un incremento dei casi sommersi alimentato, soprattutto, dai contagi tra gli infra 19 anni. La perdita del tracciamento e una sotto valutazione dei numeri reali causati dai tamponi fai da te a casa che non vengono comunicati, fanno sottostimare i numeri reali. Un ruolo fondamentale nel mantenimento dei contagi è dato dai ‘mai vaccinati’: sono loro a sostenere non solo i ricoveri e i decessi, a cui si unisce la percezione, errata, nell’opinione pubblica che fonde la fine dell’emergenza sanitaria/politica con la fine reale della pandemia.

A ciò si aggiunge, che la III dose è ferma al 65,6%, (mancano 7 milioni di italiani), mentre la prima è ferma al 84% (5 milioni di non vaccinati). Il tasso di copertura nella popolazione 5-11 è ferma al 33%. La vaccinazione pediatrica nel nostro paese è andata male. Inoltre, come previsto, una percentuale (10% circa) di vaccinati non risponde agli effetti dei vaccini disponibili, il che determina un paradosso che pur avendo il 92% di copertura, rimangono alcuni milioni di persone suscettibili all’infezione anche se hanno ricevuto le dosi.

La conclusione è la solita! Vanno mantenute le precauzioni base, mascherina, prudenza nei luoghi chiusi affollati. Abbiamo 6 mesi per migliorare l’areazione e ventilazione delle aule scolastiche e verificare modalità e tempi di un richiamo vaccinale annuale globale”.

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