Le sculture lignee di Arianna Gasperina Mostra a Moriago

12 Gennaio 2022

Culla di Vita – legno di pino Cembro con pietra del Tagliamento

PORDENONE. Il legno va ascoltato, amato, assecondato. Perché parla di noi, del nostro tempo, delle storie che l’uomo porta con sé. Come quel tronco di tiglio abbattuto dal vento e scaraventato sull’Isola dei Morti di Moriago della Battaglia (Tv) che la scultrice pordenonese Arianna Gasperina, con la sua motosega-scalpello, ha trasformato in simbolo di vita e rinascita, di luce e fiducia. Ecco la mostra “E mi rialzo” che il 15 gennaio alle 18, nella rinnovata Sala Carlo Conte alla Casa del Musichiere, apre la stagione 2022 del Festival della Cultura di Moriago diretto dalla docente e critica Lorena Gava.

Da un pezzo di legno che la natura ha ’dimenticato‘ in un luogo così carico di storia, Gasperina ha modellato una scultura particolare, donata dalle Associazioni di Moriago al Comune, che verrà rivelata durante l’inaugurazione della mostra (orari: sabato 16 -19, domenica e festivi 10-12 e 15-19, visite guidate su prenotazione 0438.890834, info@moriagoracconta.it, fino al 30 gennaio).

L’IDEA
“E mi rialzo”, programmata inizialmente nel 2020 e rimandata causa covid, propone anche una decina di altre opere lignee della celebre artista friulana che ama lavorare il legno con la motosega, “strumento brutale che lascia incisioni sbrecciate, sporche, con cui creo i pieni e i vuoti”. Poi le figure vengono definite con scalpelli e raspe solo in alcuni punti, “come se fossero delle messe a fuoco, per dare finezza e creare un maggior contrasto con le parti grezze, quasi a voler catturare l’attenzione dello sguardo su un punto specifico – spiega l’artista – il resto è importante per il suo esserci nel non esserci”.

Fidarsi e Affidarsi – legno di pino Cembro pigmentato

Un’artista sicuramente singolare, Arianna Gasperina, a partire dall’utilizzo della motosega che muove intorno al blocco di legno con un’eleganza inaspettata: “Vederla mentre si alza, si abbassa con l’imponente strumento metallico è come assistere a una danza sul posto, tanta è l’innata leggerezza, o meglio, naturalezza esibita – spiega Lorena Gava -. Riconoscibilissima è sempre la tensione verso l’alto, quel suo lavorare la materia per realizzare figure che ambiscono a liberarsi dai lacci della materia per assurgere a vita nuova, per conquistare una dimensione ’altra‘. Il succedersi di parti concave e convesse, di pieni e di vuoti, di zone sovraesposte e altre incavate, documenta una prassi scultorea attenta e nello stesso tempo una logica compositiva dinamica e fortemente espressiva”.

LA STORIA
Per la scultrice nata a Pordenone, classe 1978, studi al Liceo Artistico di Oderzo e perfezionamento con i maestri trevigiani Gaetano Brugnano ed Elena Ortica e nel laboratorio di Giovanni Padovan a Frisanco e di Kurt Wierer in Val Pusteria, l’arte ha il dovere di “trasmettere emozioni e domande, toccando il profondo di ciascuno”. Pur lavorando anche marmo, terracotta e bronzo – “amo sporcarmi le mani e sentire le forme che prendono vita sotto i polpastrelli” – Gasperina predilige il legno che per lei è materia viva, sempre diversa nella struttura, tanto da rappresentare una sorta di sfida per la varietà e le caratteristiche.

Tra Terra e Cielo – legno di cedro del Libano

Padre originario di Tarvisio con radici cadorine e mamma triestina con rimandi piranesi, Gasperina (che vive e lavora a Valvasone) sembra racchiudere in sé le tensioni dei mondi di confine. Nelle opere esposte a Moriago, l’artista racconta anche parte di sé: “Molti dei miei lavori sono legati ai miei passaggi di vita. Sono sculture che parlano così tanto di me che il distacco e difficoltoso. Ogni volume che creo porta con sé tutto quello che provo e sono. E’ un po’ vivere la scultura nella scultura. Ho potuto capire molto di me grazie alla scultura. Istintivamente, trasferisco le parti più intime dentro la materia e spesso, finita l’opera, sedendomi per terra a osservarla, vedo chi sono in quel momento. Ed è emozione”.

LA CARRIERA
Nel 1999 inizia la sua personale scelta stilistica che la vede protagonista di simposi nazionali e internazionali prevalentemente di scultura in legno e anche pietra. Le sue opere in legno sono presenti in contesti naturali importanti: come il “Sentiero delle leggende” a Valposchiavo in Svizzera, il museo a cielo aperto a Chemp in Valle d’Aosta, il parco “San Valentino” a Pordenone, e per quanto concerne la pietra va citato il bellissimo Angelo nella scogliera di Caorle. Tra le opere religiose, la toccante Via Crucis in legno realizzata per la chiesa di San Valeriano a Codroipo. Numerosi i premi e riconoscimenti ottenuti nell’ambito di ex-tempore e concorsi in Italia e all’estero, in modo particolare Svizzera e Austria.

Le foto sono di Al Bruni.

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