Le prènom, cena che diventa lite per colpa d’un nome

26 Febbraio 2017

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Rappresentato la prima volta a Parigi nel 2010, Le prénom, ottenne sei nomination al Prix Molière dell’anno seguente e fu adattato subito per il grande schermo dai suoi stessi autori (il film uscì in Italia con il titolo Cena tra amici). Tre anni dopo Francesca Archibugi ne fece un nuovo adattamento cinematografico con il titolo Il nome del figlio. Ora il Teatro Stabile di Genova ha voluto portare il testo originale a teatro anche in Italia, affidandone l’adattamento alla penna di Fausto Paravidino. In Friuli Venezia Giulia lo vedremo, in un’unica data nel circuito ERT, lunedì 27 febbraio, alle 20.45 all’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento. Sul palco, diretti da Antonio Zavatteri, saliranno Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino e Gisella Szaniszlò.

Una sera come tante altre tra cinque amici quarantenni. Tutti appartenenti alla media borghesia. Oltre ai padroni di casa (due professori dichiaratamente di sinistra), ci sono il fratello di lei che fa l’agente immobiliare e la sua compagna in ritardo a causa di un impegno di lavoro, mentre l’amico single è trombonista in un’orchestra sinfonica. Quella sera, il fratello comunica alla compagnia che diventerà padre. Felicitazioni, baci e abbracci. Poi le solite domande: sarà maschio o femmina, che nome gli metterete? Il futuro papà non ha dubbi che sarà maschio; ma lo sconcerto nasce quando comunica il nome che hanno deciso di mettere al figlio. Un nome che evoca imbarazzanti memorie storiche. Il dubbio è che si tratti di uno scherzo, ma la discussione degenera ben presto investendo valori e scelte personali.

Tra offese reciproche che non mancano di ferire tutti (nessuno escluso), nasce così il ritratto di una generazione allo sbando, dove tutti hanno qualche segreto da nascondere o da rinfacciarsi. Le prénom è una commedia ricca di colpi di scena e carica di quell’ironia tipica della tradizione francese che porta certo alla risata ma anche a una riflessione profonda su noi stessi.

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