Le misteriose “gogottes” di Geoworld in mostra a Tucson

15 Gennaio 2020

Stefano Piccini

TORREANO. Ci sarà anche il Friuli Venezia Giulia alla fiera più importante al mondo per il settore dei minerali e dei fossili che si tiene tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio a Tucson, in Arizona, dove geologi, gemmologi, artisti, rappresentanti di musei, ricercatori, e circa 4.000 ditte commerciali confluiscono dai cinque continenti per condividere con centinaia di migliaia di partecipanti le loro conoscenze ed esperienze e i loro tesori.

La Geoworld di Torreano di Cividale del geologo e paleontologo Stefano Piccini, da oltre 30 anni specializzata nel restauro e nella lavorazione di fossili e minerali, i cui reperti vengono esposti nei musei di storia naturale e in gallerie d’arte, da Hong Kong a New York, sarà come ogni anno presente con un proprio stand, ma la novità del 2020 è la mostra delle sue spettacolari “gogottes”, che si terrà a Tucson dal 17 gennaio al 15 febbraio. “Gogottes – Scolpite dalla natura” – questo il titolo della mostra – espone 24 esemplari di gogottes preparati nel corso di un anno di lavoro dal capo restauratore del laboratorio paleontologico di Geoworld, Vladislav Shabalin, e corredati di adeguati sostegni progettati e realizzati da Tony Pupini. Sarà presentato per l’occasione il catalogo che accompagna la mostra curato da Stefano Piccini.

Shabalin al restauro

Di colore bianco e dalle forme singolari, arrotondate e tortuose, le gogottes sembrano opere d’arte contemporanea. Sono invece rare concrezioni di arenaria, la cui origine risale a circa 30 milioni di anni fa e sono state rinvenute vicino a Fontainebleau, a sud di Parigi. L’associazione con l’arte contemporanea non è casuale: le gogottes hanno catturato l’immaginazione di artisti come Henry Moore, Louise Bourgeois e soprattutto Jean Arp, che a esse si è ispirato per numerose sculture. Uno dei più belli e preziosi esemplari di gogotte è stato acquistato dallo Smithsonian Institute di Washington, che lo ha esposto accanto al celebre diamante Hope.

Queste concrezioni sono l’incredibile risultato di processi geologici che si sono susseguiti nel tempo, ma il preciso meccanismo che ha portato alla loro formazione è ancora in parte misterioso. Gli studi scientifici portati avanti a partire dagli anni ’80 e le osservazioni sul campo mostrano che le gogottes si sono formate a livello delle acque sotterranee. Nel suo passaggio, l’acqua raccoglieva silice e lo depositava in determinati luoghi a seconda delle variazioni dei parametri chimico-fisici, in un processo che può essere paragonato a quello della formazione, nelle grotte, di stalagmiti e stalattiti.

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