Le Giornate del Muto saranno Limited Qualche anticipazione

19 Settembre 2020

PORDENONE. Portare online il cinema di un secolo fa accompagnato dalla musica nella massima qualità visiva e sonora consentita dallo streaming, mantenere il contatto con il pubblico di sempre ­– gran parte del quale, a causa dei problemi legati alla pandemia, non potrebbe arrivare in Friuli per la 39a edizione del festival ­– e cogliere l’opportunità di allargare l’offerta a un nuovo pubblico potenziale. Nel 2020 è questa la sfida delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, che grazie alla collaborazione degli archivi internazionali e insieme al partner MYmovies, sapranno regalare anche nel corso della 39a Limited Edition, in programma dal 3 al 10 ottobre, l’emozione delle proiezioni accompagnate dai più quotati musicisti specializzati e di un irrinunciabile accompagnamento orchestrale. Storici del cinema, archivisti, giornalisti, studenti, appassionati e chiunque sia interessato a riscoprire l’arte del cinema muto, sono tutti invitati a seguire le Giornate in questa modalità inedita, con l’augurio e la speranza che l’anno prossimo ci si potrà ritrovare al Teatro Verdi di Pordenone per celebrare insieme la 40a edizione.

Stan Laurel in When the Knights were Cold

Il programma 2020 riflette la ricchezza della settima arte: commedie, drammi e diari di viaggio, dai primi inizi del cinema alla sua completa fioritura. Ci sono nomi celebri come Stan Laurel e Oliver Hardy, protagonisti anche della tradizionale replica, evento in presenza al Teatro Verdi di Pordenone domenica 11 ottobre; e G.W. Pabst, Cecil B. DeMille, Mary Pickford, Sessue Hayakawa, insieme a cineasti e interpreti sconosciuti ai più, ma che rappresentano il meglio dei primi tre decenni del cinema. Nella settimana fra il 3 e il 10 ottobre il festival sarà online con un programma al giorno della durata di alcune ore e con due programmi nel week-end che si potranno seguire in diretta streaming e che rimarranno disponibili per 24 ore così da rendere agevole la visione in qualunque fuso orario ci si trovi. Dopo ogni sessione cinematografica si potranno approfondire i contenuti dei film visti grazie agli interventi live di musicisti, storici, critici e archivisti in dialogo con il direttore del festival Jay Weissberg. Altri contenuti speciali includono Masterclass sulla musica di accompagnamento e presentazioni di libri. Saranno annunciati anche i due vincitori dello storico premio Jean Mitry, arrivato alla 35a edizione. I seminari del Collegium con i massimi esperti di cinema muto sono quest’anno riservati ai “Collegians”.

Spazio al divertimento, oltre che alla riscoperta, con “Laurel o Hardy”, una serie di cortometraggi presentati dalla Lobster Films di Parigi in collaborazione con la Library of Congress in cui Stanlio e Ollio compaiono separatamente, prima cioè di unirsi per diventare il duo comico più famoso di sempre. Grazie alla Lobster, l’anno scorso si era visto a Pordenone Duck Soup, del 1927, il primo cortometraggio in cui i due attori recitano fianco a fianco senza essere ancora una coppia ufficiale. Ora la ricerca prosegue a ritroso con questo programma imperdibile che comprende Detained e il rullo sopravvissuto di Where Knights Were Cold con Stan, The Serenade e The Rent Collector con Oliver (in quest’ultimo accanto a Ridolini), cui si aggiunge una regia di Stan Laurel del 1925, Moonlight and Noses, con la splendida Fay Wray, restaurato grazie alla collaborazione fra la Library of Congress e l’australiano National Film & Sound Archive di Canberra.

Oliver Hardy con Ridolini in The Rent Collector

Una riscoperta emozionante arriva anche dall’Italia. La Fondazione Cineteca Italiana di Milano presenta La tempesta in un cranio (1921), prodotto, scritto e interpretato da Carlo Campogalliani, una delle figure più esuberanti e inventive dei primi cinquant’anni del nostro cinema. È un film sulla follia (vera o presunta) il cui primo obiettivo è il divertimento del pubblico, come conferma una recensione dell’epoca nella rivista La vita cinematografica che a distanza di un secolo si può ancora sottoscrivere: “Semplice nella trama, inscenato con cura, con ricchezza non eccessiva di particolari, in quadri significativi e ben disposti, l’azione tiene desta continuamente l’attenzione dello spettatore, senza stancarla mai”.

Storia di un amore contrastato per differenze di casta, Where Lights are Low (Il principe T’Su, 1921) di Colin Campbell, appena restaurato dal National Film Archive of Japan di Tokyo da una copia unica ritrovata alla Jugoslovenska Kinoteka di Belgrado, è una delle pochissime pellicole sopravvissute fra quelle interpretate in questo periodo da Sessue Hayakawa, la prima superstar asiatica internazionale, la cui fama andò ben oltre il periodo muto (il ruolo del colonnello giapponese Saito nel film di David Lean Il ponte sul fiume Kwai, del 1957, gli valse la candidatura all’Oscar e al Golden Globe). Nel film di Campbell, l’interpretazione di Hayakawa nel ruolo di un principe cinese (la pratica di utilizzare attori giapponesi per personaggi cinesi, oggi improponibile, era molto comune all’epoca) è la dimostrazione di quanto meritata fosse la sua fama di idolo delle folle.

La tempesta in un cranio

In un momento in cui la possibilità di spostarsi da un Paese all’altro è fortemente limitata, il direttore delle Giornate Jay Weissberg ha coinvolto numerose cineteche, fra cui il MoMA di New York, la norvegese Nasjonalbiblioteket, la Cinémathèque française, la Cinémathèque royale de Belgique, i Gaumont Pathé Archives di Parigi, il Narodni Filmovy Archiv di Praga e la Filmoteca Narodowa di Varsavia nella costruzione di un programma di cortometraggi che ha lo scopo di invogliare lo spettatore a tornare a viaggiare non appena la situazione lo permetterà, magari per visitare per la prima volta o per ritornare nei luoghi che si vedono nei film. Il giro del mondo attraverso il cinema muto farà tappa, fra gli altri, a New York, Londra, Il Cairo, Ostenda, Bruges, Praga, Cracovia, ma anche a Trieste grazie a un bellissimo documentario muto degli anni Trenta conservato alla Cineteca del Friuli.

Con l’unica eccezione del film con accompagnamento orchestrale, tutta la musica di questa speciale Limited Edition è opera della straordinaria squadra dei musicisti delle Giornate del Cinema Muto: Neil Brand, Philip Carli, Stephen Horne, John Sweeney, José María Serralde Ruiz, Daan van den Hurk, Gabriel Thibaudeau, Günter Buchwald e Frank Bockius in duo, Mauro Colombis, Donald Sosin. A loro si aggiungono, per l’evento in Teatro di domenica 11 ottobre, i musicisti della Zerorchestra.

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