Le donne, il sesso e il web Porn Up Comedy (Lisa Moras)

12 Aprile 2018

PORDENONE. Relazioni virtuali, incontri al buio, storie d’amore di un giorno nell’epoca 2.0. Questi sono i temi che vengono sviluppati dallo spettacolo Porn Up Comedy di e con Lisa Moras, in arrivo al Convento di San Francesco venerdì 13 aprile alle 21 per Exconventolive. Lo spettacolo, vincitore del premio nazionale Giovani realtà del teatro 2015 presenta una carrellata di personaggi femminili figli della nostra contemporaneità che ha demandato alla tv e – soprattutto – al web l’educazione sessuale e sentimentale. Donne libere di farlo dove, come e quando vogliono che spesso non sanno chi, come o cosa vogliono. Donne ingabbiate in vecchi preconcetti e contemporaneamente spinte a fare, indagare, provare; donne spezzate e curiose. Donne di quantità, donne di qualità che cercano e bramano un contatto vero. Si raccontano senza veli, senza inibizioni, scorrette e volgari. Donne fotografate in un caleidoscopio di nevrosi, confusioni, incomprensioni, sogni irrealizzabili e profonde solitudini.

“Porn Up Comedy – spiega Lisa Moras – nasce dal desiderio di raccontare l’universo della sessualità femminile in modo ironico, a tratti grottesco, con profonda autocritica attraverso una spudorata confessione. In un momento storico in cui la questione femminile è tornata fortemente centrale, questo progetto mette insieme una serie di monologhi autoportanti che compongono un dipinto schizofrenico e senza tabù dei desideri, delle incomprensioni e dei fraintendimenti della sessualità 2.0. Il testo nasce ascoltando uomini e donne che hanno parlato con molta sincerità del sesso al giorno d’oggi, di come se ne parla o non se ne parla, dalla percezione del proprio corpo, l’utilizzo del web, i sexy toys, il rapporto col desiderio, di vecchie sovrastrutture che permangono pur modificate, dell’appagamento sessuale, per alcune donne ancora una chimera”.

L’attrice si muove all’interno di una scenografia circolare, interattiva, glam, che ricorda il gioco per bambine “gira la moda” offrendo corpo e voce a cinque diversi personaggi. Essi si susseguono sulla scena in un gioco teatrale preciso, che offre, nel momento del passaggio da un personaggio all’altro, cioè la vestizione, la magica sospensione dell’attesa di scoprire quale fra le varie combinazioni possibili d’abito, vestirà l’attrice. Regia about:blank; media e light design Alberto Biasutti, scenografie Stefano Zullo.

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