L’Arttime apre il 2018 con Composizioni astratte

5 Gennaio 2018

UDINE. La Galleria Arttime di Udine apre il 2018 con un’esposizione dedicata all’arte astratta dal titolo “Composizioni astratte 2018″ che inaugurerà sabato 6 gennaio e sarà visitabile fino al 18 gennaio. Partecipano i seguenti artisti: Walter Zaramella, Alessandro Murer, Alessio Brugnoli, Andrea Verzegnassi, Tania Cher, Traute Macom, Paul Jaeg, Ulla Gmeiner, Sonia Ervas.

Uno sguardo carico di poesia originaria e creatrice tipica dei poeti, è quello di Walter Zaramella, artista autodidatta, nato a Pordenone, che fin da bambino ha manifestato una straordinaria predisposizione per il disegno e un’innata sensibilità per il colore. Usa direttamente la materia e l’olio nella realizzazione dei suoi quadri, lasciando al segno il compito di comporre schizzi veloci, che suggeriscono le composizioni successive. Ogni forma espressiva della pittura è utilizzata in modo ottimale. La piacevolezza della sua tavola cromatica non coglie di sorpresa il pubblico, che lo ama per le elaborazioni fantastiche e per il vitalissimo volo, quasi pindarico, del pennello.

Sentire il colore come materia viva, quasi parlante, è una caratteristica prima di chi, come Alessandro Murer, ha intrapreso un percorso pittorico-artistico di grande astrazione. Affiorano colorazioni spaziali in luoghi impossibili e immensi, elementi geometrici tra loro ben distinti eppur compenetrabili. I pigmenti si depositano sulla spatola ed invadono un territorio, gli uni sugli altri, uno sopra l’altro, filtrando gli strati più profondi, lasciando emergere le varie tonalità con campiture ben delineate e bordature fantasiose. Il materiale, su cui acrilici e vernici lucide ed opache vengono posate da Alessandro Murer, è un medium-density, una fibra che, abbandonata la classica tela, permette contorni decisi e serrati, in costruzioni in cui, alla precisione geometrica, si alternano colature, frastagliature, sfumature continue, quasi intervalli del pensiero, dando luogo ad un gioco delle parti.

Alessio Brugnoli vive e lavora a Padova. L’attività artistica inizialmente caratterizzata dalla pittura su carta, si è rivolta poi alle tecniche calcografiche e serigrafiche e dall’inizio degli anni ’90 ha cominciato ad ispirarsi in maniera ampia alla pittura astratta italiana, della quale ha fatto propri il linguaggio e i materiali, per avvicinarsi poi alle correnti artistiche dell’Astrattismo americano. Nelle opere recenti ha privilegiato la ricerca sul colore, con installazioni, sculture e assemblaggi. L’orchestrazione delle opere su tela è svolta su accostamenti arditi ma sommessi delle tinte, quasi a sottolineare che il segno e la trama cromatica vivono e si integrano vicendevolmente. Questa visione non si può definire semplicisticamente astrazione, ma essenziale ricerca poetica. Il carattere intrinseco della sua pittura, cosi “sottile”, sofisticata, porta dentro il desiderio di durare. E’ un’operazione suggestiva che autorizza a evocare il legame con il passato ma che fa da ponte con la sua contemporaneità.

Andrea Verzegnassi nato a Monfalcone, è un pittore che si è volutamente indirizzato verso espressioni d’arte astratta. Attraverso il colore Andrea Verzegnassi sperimenta, estrinseca ed esalta il suo io pittorico, preminentemente, teso alla ricerca assoluta di essenziale di una purezza cromatica-emotiva quale soluzione primaria ed ideale per un arte tutta da scoprire e inventare. Le tele esposte all’interno di questa rassegna sono state realizzate in occasione del centenario della Grande Guerra 1914-1918. Durante le escursioni nella zona del Carso goriziano, ha avuto la cura di raccogliere del materiale come: filo spinato, legno degradato dalle intemperie e la tipica terra rossa del Carso. Queste opere sono state realizzate su tele con un’imprimitura di colore bianco contaminata dalla polvere di ruggine proveniente dal filo spinato rinvenuto sul Carso. I materiali utilizzati da Verzegnassi esprimono pienamente il dramma della guerra di logoramento in trincea. Il legno si presenta consumato e marcio sopratutto nella inferiore della fondazione, mentre nella parte superiore sembra inondato di sangue. Il filo spinato chiude la composizione in un unico concetto di durezza e di poco rispetto per la vita assai fragile dell’uomo.

Tania Cher , giovane artista friulana, fin da piccola è sempre stata appassionata d’arte e pittura. Il suo lavoro riproduce momenti di vita o pezzi d’anima che vengono riportati sulla tela da una furia di colori che si fondono, si scontrano, appaiono e scompaiono in una danza che ricorda la volatilità delle emozioni. L’ispirazione deriva principalmente da esperienze vissute, paesaggi, ambienti, emozioni, indecisioni, sogni ma anche da posti mai visti e solo immaginati. L’artista si lascia trasportare da queste energie creando composizioni pittoriche audaci. I medium che usa solitamente sono l’acrilico, l’olio, il pastello a olio, smalti su tela e altri supporti. La sua pittura è improvvisa e spontanea; iniziare qualsiasi opera diventa un’avventura, la conversazione evolve sulla tela tra domande e risposte, ogni segno conduce al seguente in una danza fra pennelli e colore. La soluzione di ogni pezzo arriva alla fine di una lotta per trovare l’equilibro, l’energia e un’armonia, che ricorda quella cosmica, tra tutti questi elementi.

Paul Jaeg è nato a Gosau in Alta Austria. Si occupa di arti visive, letteratura e composizione musicale. Dopo gli studi iniziali, ha continuato la sua formazione da autodidatta. È membro del Grazer Autorenversammlung, del Salzburger Autorengruppe e del Kunstforum di Salzkammergut. Jaeg è stato curatore del Kunsthaus Deutschvilla di Strobl am Wolfgangsee dall’autunno 2008 alla primavera 2013 ed è membro del gruppo di artisti Sinnenbrand dal 2009, composto da Jaeg, Peter Assmann, Ferdinand Götz e Richard Wall. Dal 1991 al 2011 ha preso parte a 77 mostre in Austria e Baviera (36 mostre personali e 41 collettive), ad esempio nel Museo della Città di Bad Ischl, presso il Centro Schiele di Krumlov, la Künstlerhaus e la Cantina Romanica di Salisburgo, la Biblioteca Fantastica di Wetzlar e la Johannes Kepler University di Linz. Nel 1999 e nel 2011 ha ricevuto una borsa di studio dalla provincia dell’Alta Austria.

Nata a Flensburg, nel nord della Germania, Traute Macom si trasferì per studiare lingua ad Amburgo e a Parigi per due anni ciascuna volta, poi approdò a Vienna. Lavora e risiede ora nel Burgenland, nell’Austria orientale. In contemporanea e dopo una carriera con Organizzazioni Internazionali a Vienna e Freetown (Sierra Leone), Traute Macom ha intrapreso numerosi corsi e seminari di studi artistici della durata di tre anni tra cui un master di un anno con il Prof. Christian Ludwig Attersee all’Austria Akademie Geras. I suoi temi principali riguardano le osservazioni ambientali sulla desertificazione, la qualità dell’acqua, l’inquinamento atmosferico e in generale la visione della vita, vista non solo attraverso il pennello e i colori acrilici, ma esprimendo in una forma simile allo specchio un pensiero dipinto e un giudizio sulla nostra ragione di essere e gestire il nostro globo e il suo ambiente spaziale esterno, nel tempo sempre così prezioso che ci troviamo a vivere oggi in questo nostro “ampio secondo”. L’artista partecipa regolarmente a mostre (personali e collettive) in Austria, Germania, Francia, Italia e anche a New York.

Le opere di Ulla Gmeiner sono create in dialogo con processi creati sperimentalmente in connessione con la pittura classica e altre tecniche. L’artista incontra le condizioni sperimentali con uno sviluppo artistico consapevole, sia esso in forma espressiva astratta o figurativa (serie di ritratti). Le piace sperimentare con molti materiali e trame diversi. L’affascinante mezzo del foglio di carta come struttura in tutte le sue varianti e in combinazione con cera, ruggine e varie polveri materiche è diventato indispensabile nel suo lavoro. Inoltre, ci sono materiali come inchiostro indiano, lacche, vetro, fibre di canapa, pigmenti e tempera all’uovo realizzati secondo le antiche ricette. Ulla Gmeiner combina molte tecniche con la serigrafia e altri processi di stampa su legno, tela, vetro acrilico e metallo. Il suo lavoro in generale potrebbe essere descritto come “coincidenza diretta”. Il grande interesse per i temi della filosofia, della mitologia classica e soprattutto della natura con le sue regolarità è chiaramente espresso nella sua produzione artistica. Attualmente il tema della metamorfosi è al centro dell’attenzione dell’artista: fino ad oggi sono state create oltre 900 immagini facenti parte di questa vasta serie.

I materiali affascinano l’artista trevigiana Sonia Ervas che, dopo gli studi artistici in cui acquisisce le competenze base generali verso l’attività espressiva, fa di questa una vera scelta di vita a tutto campo. Le tecniche sono una palestra di sperimentazione in cui affronta temi vari: dalla figurazione all’astrazione senza limiti di fronte o argomento. Nel suo atelier utilizza: smalti, olio, acrilico, ritrovamenti naturali, oggetti da riciclo, vetri, conchiglie, sassi, foglie, carte macinate e peste, colla, rafia, stucco, cera colata, acciaio, fili di ferro e tutto quanto le passa per le mani. Il carattere estroso, imprevedibile, irrequieto riversa sui lavori una continua tensione operativa. In questa esposizione la scelta dei lavori è andata all’area di astrazione naturale con riferimento agli elementi della sua realtà. Di fronte a noi avremo dei notturni penetranti nel buio di una notte stellata o foglie d’autunno cadute e imprigionate in spazi quadrati. E poi grandi soli risplendenti,volti e paesaggi urbani che emergono da atmosfere infinite di mondi possibili oppure nel viola tra fili d’acciaio che volano e si proiettano intorno. Un grande mare ci accoglie con la sua sabbia, le conchiglie. Fiori gialli ci rischiarano l’orizzonte e lo rendono solare fino ad offrire un effetto di profumo. Le gocce colorate di vetro inserite nei lavori producono luce in tutto ciò che le circonda. In altre grandi tele si sposano facilmente forti espressioni coloristiche, cromatismi piacevoli e divertenti in un eclettismo sapiente, ma spontaneo per spazi contemporanei dando sollecitazioni emotive di vario impatto.

La mostra sarà visitabile dal 6 al 18 gennaio alla Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!