L’arte del suono approda da domani alla seconda edizione

1 Giugno 2017

UDINE. È in partenza la seconda edizione de Il Suono in Mostra, il primo festival di arte sonora in Italia, che trasforma la città friulana in una galleria di arte contemporanea vestendola di suono e che prenderà il via sabato 3 giugno con l’accensione delle installazioni sonore. L’originale festival, ideato dagli artisti Antonio Della Marina e Alessandra Zucchi, già fondatori della galleria Spazioersetti, è organizzato da Continuo associazione culturale col sostegno di Regione FVG e Comune di Udine, con la collaborazione di Civici Musei e Museo del Duomo – Cattedrale di Udine e con il patrocinio della Provincia di Udine e dell’Università di Udine. Partner di progetto sono Universitätskulturzentrum UNIKUM / Kulturni center univerze di Klagenfurt, il norvegese PNEK – Production network for electronic art, Kulturno Društvo Galerija GT di Lubiana e l’associazione Tempo Reale di Firenze.

Un momento della presentazione (Foto Lara Carrer)

L’idea de Il Suono in mostra, lo ricordiamo, felicemente sperimentata l’anno scorso nella sua prima edizione, è quella di reinterpretare alcuni tra i più suggestivi luoghi di Udine, spesso poco noti o chiusi al pubblico, con le installazioni sonore dei migliori artisti del panorama internazionale, in un mutuo scambio fra suono e architettura. Col felice esito di valorizzare il paesaggio urbano e di offrire ai visitatori un’esperienza di interazione con esso attraverso il linguaggio del suono. Questo anno sono nove i luoghi in cui si svolgerà la rassegna e nove, dunque, gli artisti che apporranno la loro firma sonora sulla città.

La canadese Anna Friz creerà nella torre dell’orologio di Piazza Libertà The Envelope of the Hour, una installazione sonora costruita modificando e manipolando i segnali radio a onde corte che trasmettono il Tempo atomico internazionale mescolati ai suoni meccanici e dei rintocchi di antichi orologi domestici. All’americano Phill Niblock, personalità di spicco della scena newyorkese, una leggenda e un’icona del 900, già vincitore del prestigioso John Cage Award ed esponente al MoMa, al Centre Pompidou e alla Tate Modern, spetterà il compito di saturare di suono le prigioni del Castello. Il pozzo del chiostro delle Grazie accoglierà l’opera della vincitrice della Open Call de Il Suono in Mostra 2017, la slovena Sabina Đogić, con il suo progetto 14Songs – The Echo of a Prayer, frutto di un lavoro di registrazioni sul campo che raccoglie le canzoni che i rifugiati portano con sé durante il loro viaggio in fuga dalla guerra. Registrate nel dicembre del 2016 nel monastero di Kostanjevica in Slovenia verranno fatte risuonare dal fondo dell’ultimo pozzo rimasto in città con lo sguardo sull’acqua sottostante.

Il Giardino Ricasoli porterà la firma del sudafricano James Webb che con la sua There’s No Place Called Home sperimenterà a Udine l’incontro tra suoni provenienti da luoghi diversi e distanti mille miglia e oltre l’uno dall’altro. L’introduzione del cinguettio di un volatile australiano trasformerà il giardino in un luogo d’incontro per stranieri, ospiti e viaggiatori per una metafora di invasione e rifugio. Tutta friulana sarà invece la firma artistica apposta allo Scalone del convitto Di Toppo Wassermann da Giancarlo Toniutti con la sua chüs aldy saj sögünnü (tutte e centosei le ossa), con cui ricreerà un sito geoacustico gravitropico, a partire dai suoni di barre in ottone intonate. La norvegese Signe Lidén occuperà con l’opera Tines il rifugio antiaereo del giardino del Torso. Ispirata dal Global Seed Vault, il bunker per la conservazione di piante e colture vitali per il pianeta e per la biodiversità, l’artista offrirà al pubblico il paesaggio sonoro registrato in questa poco conosciuta e preziosissima banca dei semi.

L’italiano Francesco Giomi, compositore e regista di suono già collaboratore di Luciano Berio, proporrà presso l’ex Teatro Cinema Odeon la sua The Geyser, installazione sonora in co-produzione tra Tempo Reale, il centro di ricerca musicale fondato dallo stesso Berio, e Spazioersetti. Si tratta di una interessante riflessione sui temi dell’attesa e della sorpresa dando voce al geyser, uno dei fenomeni naturali più sorprendenti ed eclatanti per la potenza e regolarità di emissione sonora. Il battistero del Duomo di Udine ospiterà l’opera del tedesco Marc Behrens dal titolo The Religion of Toxins, sabba di suoni raccolti durante la Festa de São João a Porto nel 2010 e durante la celebrazione del Thaipusam in Kuala Lumpur nel 2012. Si tratta di riti collettivi in cui il corpo e la mente si licenziano dalle regole e che rappresentano un’esperienza violenta, ma anche conciliatoria dal punto di vista della convivenza e della socializzazione. La rosa di artisti si completa col duo Della Marina e Zucchi, già ideatori de Il Suono in Mostra nonché animatori della unica galleria di arte sonora presente in regione, Spazioersetti, che proprio nello spazio in Viale Volontari della Libertà 43 offriranno al pubblico la possibilità di scoprire la loro The Dream – installazione di suono e luce, una raffinata sinfonia di composizioni e scomposizioni di immagini e suoni ispirata alla Dream House di La Monte Young e di Marian Zazeela ma arricchito dalle suggestioni di autori come James Turrell, Dan Flavin, Verner Panton, e molti altri. Un’opera che impone il “mettersi in ascolto” per vivere l’esperienza di un viaggio dentro al suono in un ambiente totale.

Tutte le opere sono ad ingresso gratuito ma è possibile contribuire con una donazione volontaria e quindi acquistare un simbolico biglietto sul sito di crowdfunding del festival. Gli approfondimenti su artisti, performance live e le informazioni sugli orari di visita delle opere sono sul sito www.ilsuonoinmostra.it e sulla pagina facebook dedicata.

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