L’Aied celebra i 50 anni di contraccezione/pillola legale

8 Marzo 2021

ROMA. 10 marzo 1971, 10 marzo 2021: Aied, l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica fondata nel 1953, insieme all’Italia tutta festeggia i primi cinquant’anni di contraccezione legale: la possibilità, per le donne, di utilizzare la pillola anticoncezionale e di poter così autodeterminare le proprie scelte di maternità e la propria sessualità, in piena autonomia dalla volontà dei compagni, dei fidanzati, dei mariti. Ma che, nei fatti, non è ancora patrimonio di tutte e di tutti. Cinquant’anni dopo, potremmo immaginare un’Italia caratterizzata dall’affermarsi e diffondersi dell’informazione sessuale e della cultura contraccettiva – che statisticamente favorisce il deperimento del ricorso delle donne all’aborto – e da una consapevolezza nella pianificazione familiare e nelle scelte di genitorialità.

Invece in Italia, la “rivoluzione contraccettiva” resta in fase di compimento e la scelta di metodi contraccettivi più moderni fatica a radicarsi. L’Atlas europeo 2019, che misura l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell’Europa geografica, colloca l’Italia in 26esima posizione con un tasso del 58%, molto distante da Gran Bretagna, Francia e Spagna, e molto più vicino a Paesi come la Turchia e l’Ucraina. Una persona su 4 sceglie il coito interrotto, anziché sistemi anticoncezionali medico-scientifici, per esplicare le sue scelte di genitorialità (dati Istat). Mentre l’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva.

«All’alba del terzo millennio, in Italia c’è un traguardo sul quale aggregare il l’impegno di tutti – spiega il presidente Aied Mario Puiatti – ed è l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva come materia di insegnamento sui banchi di scuola. Siamo ormai il fanalino di coda in Europa, dove, per fare solo alcuni esempi, l’educazione sessuale è materia scolastica dal 1955 in Svezia, dal 1970 in Austria, dal 1995 in Germania, dal 2001 in Francia, dal 2017 nel Regno Unito. L’ Italia si affianca a Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania – fra i Paesi europei – per totale assenza di informazione, nei programmi scolastici, sulla sfera della sessualità. Siamo del tutto inadempienti rispetto agli standard europei che seguono linee guida Oms in materia di modalità “formali” per l’educazione sessuale, affettiva ed emotiva dei giovani nelle scuole. Alle nostre figlie, e ai nostri figli non restano che i modi “informali”: le informazioni che arrivano da amici o genitori, più spesso dal web e ovviamente anche dai siti pornografici».

Per questo mercoledì 10 marzo Aied ripartirà con la sua campagna di sensibilizzazione in tutta Italia sui temi della maternità consapevole, per festeggiare e al tempo stesso rilanciare il “diritto alla libertà”, una conquista che è patrimonio comune di civiltà. E alle 12 caricherà sulla sua pagina Facebook il cartoon celebrativo #lapillola50, realizzato da due giovani artiste, Nadia De Velo e Silvia Ferrari, utenti dei consultori Aied: un racconto d’animazione che si rivolge alle giovani e ai giovani di oggi, per ripercorrere la conquista di 50 anni fa.

Ma l’intero mese di marzo sarà targato Aied: uno sforzo supplementare di informazione e sensibilizzazione, con la campagna coordinata dalla pubblicitaria Paola Russo, caratterizzerà le iniziative della storica Associazione, da 68 anni in prima linea per i diritti civili delle italiane, e degli italiani. Tappa di riferimento, martedì 30 marzo alle 18, sarà il Blister 21 Talk, un evento digitale al quale sono invitate donne e uomini, ragazze e ragazzi di ogni latitudine, per un confronto aperto sui temi dell’educazione sessuale, affettiva ed emotiva rivolta all’adolescenza.

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