La valorizzazione dei castelli in Fvg a Monumento Salzburg

8 Gennaio 2018

TRIESTE. Il Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del FVG sarà presente – come abbiamo già annunciato – alla fiera specializzata sulla tutela “Monumento Salzburg”, assieme alla Soprintendenza Fvg, dall’11 al 13 gennaio. Dopo aver spiegato, nei precedenti articoli, i temi che saranno proposti nello stand dalla Soprintendenza, concludiamo con i castelli. Il Consorzio presenterà, attraverso pannelli e filmati, i Castelli recuperati e restaurati nel post-terremoto del FVG, l’attività di formazione attraverso le “Visite in Cantiere” e i Seminari di Architettura e archeologia Medievale e la manifestazione “Castelli aperti”, divenuta ormai un appuntamento annuale di grande richiamo anche turistico.

Artegna – Castello Savorgnan di Brazzà

Monumento Salzburg, attraverso l’alto numero di espositori e visitatori e i numerosi seminari tematici e dibattiti, offre una piattaforma per lo scambio interdisciplinare e internazionale nel settore della tutela dei monumenti. E’ infatti una fiera specializzata proprio sulla tutela dei monumenti, che, fin dalla sua nascita, nel 2012, si è affermata tra gli esperti come importante centro di informazione e programma di networking per lo scambio di conoscenze e di esperienze.

Il Comitato Tecnico del Consorzio presenta con i suoi professionisti alcuni esempi di recupero di castelli sia privati che pubblici. Tra i tanti castelli e opere fortificate restaurati, sono stati scelti 10 con tipologia, danno e scelta progettuale e destinazione d’uso diversi.

1- La coraggiosa ricostruzione della Porta S.Genesio della città fortificata di Venzone, uno dei primi interventi di recupero, ad un anno dal terremoto, realizzata in anastilosi a tempo di record con maestranze locali mentre ancora si discuteva come ricostruire il centro storico. La Porta ripristinata è parte delle mura della cittadella fortificata e comprende il ponte di accesso.

2 – Il Castello Savorgnan di Brazzà, chiamato anche Braitan dal Diploma di Ottone II del 983 e nel 1000 Bratka e Bratztan, avamposto romano della “centuriatio” del Grovanese X Regio, posseduto dalla famiglia Savorgnan sin dai Severiani di Settimio Severo, fino a Idanna Savorgna di Brazzà sposata Pirzio-Biroli, attuali eredi. Il complesso fortificato è stato ora restaurato-ripristinato in anastilosi in corsi di pietra sbozzata, ricostruita internamente la Casa del Capitano Antonio Savorgnan, animatore della rivolta contadina contro i nobili non fedeli a Venezia nel 1511.

3 – Il restauro della parte centrale del Castello di Valvasone del XIII secolo, struttura urbana poligonale di pianura, con fossato integro, che ha sviluppato il borgo circostante, ceduto al Comune dalla famiglia che lo aveva posseduto per sette secoli, ed adibito ad uso pubblico.

Castello di Susans

4 – La ricomposizione del Castello di Susans, menzionato già nel 1031, in posizione sommitale con visione a 360° sul Friuli centrale, distrutto e ricostruito più volte nei secoli, nella sua ultima versione di impianto rinascimentale, posseduto dalla famiglia Colloredo Mels fino alla fine della prima guerra mondiale, danneggiato dal terremoto e destinato a sede di rappresentanza aziendale e manifestazioni pubbliche.

5 – La ricomposizione del Castello di Rubbia (impianto rinascimentale con quattro torri angolari aggiunte in tempi diversi su preesistenza trecentesca) famoso per le guerre Gradiscane e per i legami con il generale Trautmannsdorf e il poeta Trubar, padre della letteratura slovena, danneggiato da un bombardamento della prima guerra mondiale e rimasto per quasi un secolo abbandonato alla natura e danneggiato ulteriormente dalla stessa, destinato ad albergo mantenendo le sue caratteristiche residenziali.

6 – Il Castello di Prampero, fondato nel 1025 dal feudatario proveniente dalla Baviera, su licenza del patriarca di Aquileia Popone di Treffen, ricostruito nel XVI secolo dopo il terremoto del 1511, ridisegnando la facciata della corte interna, posseduto per quasi 10 secoli dalla famiglia, abitato fino al terremoto del ‘76, ricostruito trent’anni dopo filologicamente con i suoi materiali di crollo anche nelle sue strutture originali ritrovando e mettendo in luce le preesistenze trecentesche, ha ripreso il suo ruolo storico ospitando la famiglia e al contempo eventi scientifico-culturali organizzati da questa, a beneficio della comunità.

7 – Il Castello di Caporiacco, distrutto dal terremoto, facente parte del borgo, di proprietà di vari rami della famiglia, ricostruito nella sua distribuzione residenziale ottocentesca, riscoprendo le fondazioni e ricostruendo la grande torre che era andata perduta nei secoli.

8 – Il Castello di Villalta, danneggiato in alcune parti, rivisto nelle tipologie delle zone di servizio e destinate ad uso rappresentanza privata – ampliato notevolmente nel XV secolo, con la costruzione dell’imponente ala rinascimentale a ridosso dell’antico mastio. L’intero complesso, all’interno del borgo, ha mantenuto l’originaria configurazione fortificata, con l’alta torre, le cinte provviste di merlatura ghibellina, il ponte levatoio, le numerose feritoie.

9 – Il Castello di Cergneu del XIII° secolo abbandonato nel 1500 e rimasto senza trasformazioni successive allo stato di rudere, ceduto in comodato dalla famiglia proprietaria al Comune, destinato a parco archeologico.

10 – Il restauro della Torre Ottagona che con la torre Rotonda fa parte della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, esempio di “Wehrkirche” del XV° secolo, fortificazione costruita in difesa dalle incursioni turche, con cripta interrata, ceduta dalla parrocchia al comune di Tarvisio e adibita a museo.

Castello di Villalta

Altro tema è dato dall’attività di formazione e dai Seminari Internazionali di Architettura e Archeologia Medievale. Da anni infatti il Consorzio è impegnato tramite il ciclo Visite in Cantiere e Presentazioni di Restauro, a rendere noti a un più ampio pubblico i delicati problemi connessi al recupero dell’architettura fortificata, che rappresenta una delle componenti più importanti del patrimonio storico regionale. Tramite i Seminari Didattici nei Cantieri di restauro, il Consorzio, in collaborazione con l’Istituto per la Ricostruzione del Castello di Chucco-Zucco-Seminari Internazionali Didattici e le maggiori università europee, ha maturato una esperienza ultratrentennale nella didattica delle tecniche costruttive, l’analisi dei danni, il recupero strutturale, la storia ed i suoi documenti, le indagini archeologiche ed il restauro in genere.

Un ultimo aspetto riguarda la valorizzazione degli edifici tutelati dal Consorzio. Dedicate alle scuole di ogni ordine e grado sono le Visite Didattiche che permettono di visitare e di partecipare ai laboratori legati alla vita in un castello. Le Visite Esclusive sono pensate per adulti che, organizzati in gruppi, prenotano una visita in un sito fortificato accompagnati da una guida turistica specializzata accreditata al consorzio o, più spesso, dallo stesso proprietario del maniero che illustra ai visitatori la storia, le bellezze architettoniche e gli aneddoti legati al castello.

Infine Castelli Aperti. E’ la manifestazione di maggior e sempre più crescente successo che il Consorzio Castelli organizza, voluta per il visitatore individuale che per due week-end l’anno, in primavera (Aprile) e in autunno, può scoprire non solo le bellezze architettoniche e artistiche, storia e fascino di antiche vestigia e famiglie che hanno “fatto” il Friuli Venezia Giulia, ma anche il paesaggio ad esso legato con i giardini e parchi storici.

(3 – Fine)

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