La storia dell’allenatore che ha sconfitto il tumore

9 Novembre 2016

UDINE. S’intitola Awake (Da Sveglio) la storia dell’allenatore italo-francese Thierry Adam, che gestisce una palestra a Udine, e per la prima volta rende nota, nel libro-intervista a cura di Irene Giurovich (Edizioni Segno), la sua testimonianza di sopravvissuto a due tumori cerebrali, di paziente che ha sperimentato le strutture ospedaliere della nostra città, il complesso iter terapeutico e due operazioni chirurgiche eseguite dall’équipe della Neurochirurgia dell’ospedale cittadino Santa Maria della Misericordia. La presentazione del tascabile si terrà sabato 12 novembre a Udine, nella libreria Friuli, alle ore 18 e si preannuncia un’occasione per parlare direttamente con chi ha adottato precise strategie per non farsi mettere k.o dal cancro.

Thierry Adam, che ha introdotto in Friuli innovative tecniche di allenamento e fitness training e supporta le persone in qualità di fitness coach, racconta di come la sua vita sia cambiata con l’arrivo, inaspettato, visto il suo sano ed ineccepibile stile di vita, del primo tumore, quando aveva 33 anni e di come, attraverso modalità di pensiero e scelte coraggiose, sia riuscito a non riammalarsi per moltissimi anni… fino a quando, ancora una volta inaspettatamente, ricompare il tumore. La seconda diagnosi arriva a 47 anni. Accetta la proposta del neurochirurgo Miran Skrap di sottoporsi all’Awake Surgery (modalità chirurgica che dà il nome al tascabile), ovvero all’operazione al cervello senza anestesia. Oggi Thierry ha 51 anni e sta bene.

Nel corso dell’intervista l’allenatore spiega in che modo ha reagito di fronte al cancro, qual è stato il suo percorso con la sanità friulana, la reazione di parenti e amici, l’impatto con il lavoro, la voglia di riprendere subito lo sport e una vita normale. Thierry, di fatto, si è autodiagnosticato il tumore sia la prima sia la seconda volta: la prima volta il medico gli prescrisse delle gocce ansiolitiche (quando in realtà c’era una massa tumorale in testa); la seconda volta Thierry, dopo essere stato dichiarato ufficialmente guarito dall’Oncologia – erano già passati dieci anni dal primo intervento -, decide di pagare una risonanza magnetica… grazie alla quale trova la recidiva.

Awake si presenta come un racconto di self-help che può indirizzare non solo gli ammalati di cancro, ma anche chi sta vicino a questi pazienti (parenti, amici, personale sanitario) e anche i sani per preparali alle giuste reazioni di fronte ad eventi negativi come la diagnosi di cancro. Un racconto per imparare a non avere paura e a non farsi lasciare morire prima. Un inno alla vita, quindi, anche in presenza di malattie potenzialmente ad esito infausto. Un’intervista da cui trarre gli insegnamenti utili per alzarsi sempre e ritornare sul ring per fronteggiare il ‘nemico’.

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