“La sentinella della Patria” con musica dal vivo a Gorizia

20 Novembre 2021

Sentinella della Patria

GORIZIA. La sentinella della Patria, viaggio cinematografico nel Friuli del primo dopoguerra realizzato nel 1927 da Chino Ermacora, “lirico propagandista dell’anima friulana”, sarà presentato in forma di cine-concerto nella recente ricostruzione curata dalla Cineteca del Friuli al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Gorizia domenica 21 novembre alle 20.45. Le musiche di accompagnamento composte da Glauco Venier sulla base di un repertorio di canti e villotte della tradizione friulana sono state orchestrate dal Maestro Michele Corcella, che dirigerà i musicisti della Zerorchestra e dell’Accademia Musicale Naonis di Pordenone con Glauco Venier al pianoforte. Lo spettacolo prevede inoltre l’esibizione in alcune danze di una nutrita rappresentanza dell’Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia, organizzatrice dell’evento con il sostegno del Comune di Gorizia e della Regione Fvg e con la collaborazione di Cinemazero e della Cineteca del Friuli.

L’ingresso è gratuito, si accede con green pass e prenotazione obbligatoria, anche il giorno dello spettacolo, allo 0481 383602 o presso il botteghino del Teatro a partire dal 17 novembre (orario 10-13/15-19).

Della Sentinella della Patria, prodotto dal Luce per celebrare i dieci anni dalla fine della Grande Guerra e circolato all’epoca con successo soprattutto nel nord-est e in Istria, si erano perse le tracce sin dai primi anni Trenta. Solo nel 1996 era emersa nell’archivio milanese di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi una copia incompleta, con un titolo diverso – Il Friuli nei ricordi della Grande Guerra, nella grazia dei suoi costumi – e in formato ridotto, che aveva consentito una prima ricostruzione critica. Ma è grazie al successivo ritrovamento di nuovi, importanti materiali nel Fondo Simonelli del Kinoatelje di Gorizia che è stato possibile procedere a questa nuova ricostruzione, filologicamente attenta, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Friuli. Sulla durata originale di circa un’ora, la nuova versione recupera ben 45 minuti del film, che conduce lo spettatore attraverso tutta la regione, dalla Carnia e dalla Val Resia fino al mare, dalle piccole comunità montane alle città d’arte e alla laguna, in un ampio itinerario di pace e armonia che include anche Gorizia, Redipuglia, Monfalcone e Grado.

Oltre al Kinoatelje, hanno partecipato alla ricostruzione con propri materiali l’Istituto Luce, cui si deve la sequenza delle “nozze friulane”, con i danzerini, girata a Castel d’Aviano, e il triestino Paolo Venier. Le lavorazioni sono state eseguite nel laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

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