La Rai senza il friulano: netta reazione della Filologica

13 Marzo 2017

Federico Vicario

UDINE. Netta presa di posizione della Società Filologica Friulana in seguito all’esclusione del friulano da parte del Governo dal contratto di servizio con la Rai. Per il Presidente Federico Vicario «la presenza del friulano in Rai è una “linea del Piave”, una presenza irrinunciabile. Non solo la marilenghe deve essere presente – e le attuali 90 ore di programmazione radiofonica sono davvero più simboliche che altro –, ma dopo oltre dieci anni di sperimentazione si rendono necessari il rilancio e il potenziamento del servizio. Ciò è possibile grazie al lavoro di operatori e giornalisti di esperienza, che si sono formati in questi ultimi anni e che possiedono le caratteristiche necessarie per affrontare il passaggio successivo: l’informazione giornalistica attraverso un giornale radio e un telegiornale in lingua friulana, così come già avviene per il ladino nel Tirolo meridionale». Questo anche alla luce degli alti indici di gradimento che emergono dai livelli di ascolto relativi alle due strisce quotidiane in Rai, “Vuê o fevelìn di”.

Una reazione convinta dunque quella della Società Filologica, grazie alla cui collaborazione – ricorda Vicario – nel 2005 partirono le prime due trasmissioni di informazione e approfondimento in lingua friulana , “Il Vidul” e “La Voglade”, nell’ambito della convenzione allora stipulata tra la Regione e la sede Rai del Friuli Venezia Giulia per la diffusione di trasmissioni radiotelevisive in lingua friulana. Senza contare che la Rai è proprio la concessionaria del servizio pubblico e che tale servizio è tenuta a svolgere.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!