La Panarie è in edicola… anzi no, la trovate su Internet

8 Maggio 2020

UDINE. La Panarie è vicina a tutti i suoi lettori anche in questo particolare momento, per offrire i migliori approfondimenti su tematiche ricche (ma anche qualche lettura più lieve!), così da confortare il peso di questi tempi di cattività. E, per non appesantire i sistemi di logistica già abbastanza provati, abbiamo raggiunto nel frattempo il nostro pubblico con la versione digitale della rivista, in attesa che le spedizioni cartacee possano nuovamente avvenire con la massima sicurezza.

Ci siamo trovati improvvisamente tutti su Internet, con questa nuova soluzione dello smart working, delle lezioni in aule virtuali oppure semplicemente per accorciare le distanze con i nostri cari. E ancora una volta si pone, imperativa, la questione della sicurezza e del corretto utilizzo di questi mezzi. La Fondazione Friuli, sempre molto attenta, prosegue nello sviluppo e nella diffusione del progetto rivolto ai giovani: da tempo in prima linea nell’educazione contro il cyberbullismo, attraverso l’organizzazione di una rete altamente qualificata ha promosso l’istituzione di un “Patentino per l’utilizzo dello smartphone” destinato agli studenti, coinvolgendo anche le famiglie e offrendo tutti gli strumenti per un utilizzo responsabile.

Le commoventi immagini di papa Francesco che prega in una piazza San Pietro completamente deserta hanno avuto il merito di far considerare la Pasqua secondo aspetti meno rituali ma più profondi: Mario Turello accompagna attraverso i pasti di Cristo, fino all’Ultima cena; ma anche Di Suald (Alessandro D’Osualdo), nella nuova mordace vignetta, regala la sua lettura della Pasqua. Flaviano Bosco racconta della fortunata riscoperta di Carlo H. de’ Medici, un autore gradiscano vissuto a cavallo del Novecento, dalla penna neogotica ed esoterica. Da Clavais di Ovaro viene invece il racconto del drammatico schianto di un bombardiere americano della Seconda guerra sullo Zoncolan: la raccolta delle testimonianze storiche e dei reperti ha permesso non solo di posizionare in loco una targa alla memoria, ma anche di organizzare una mostra-museo permanente in ricordo dell’evento. Di Carnia e di Resistenza parla anche Nemo Gonano attraverso la figura del pesarino Vittorio Machin.

Arte a trecentosessanta gradi: dagli affreschi della chiesetta di Santo Stefano in Buttrio attribuiti a Gian Paolo Thanner e analizzati da Nadia Danelon, fino alla Normandia raccontata da Michela Caufin attraverso Monet, Pissarro e tutti gli Impressionisti. Ma non mancano certamente l’anima contemporanea nelle opere del friulano Serpic (al secolo Sergio Simeoni) e le accattivanti fotografie di Alessandra Mizzau che incorniciano magistralmente le liriche di Zorba Pomarè.

Arte, ‘marilenghe’, le rubriche classiche, le recensioni di cinema e teatro e molto altro ancora completano questo fascicolo 204 de La Panarie, che apre la nuova annata.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!