La mostra Mutant Landscapes arriva e si conclude a Gorizia

7 Dicembre 2019

GORIZIA. Dopo essere stata visitabile alla sala espositiva “Tullio Crali” e al municipio di Mossa, la mostra dell’artista LC-DDS, “Mutant landscapes. Tangles of the soul”, domenica 8 dicembre giunge alla sua “tappa” finale, a palazzo De Grazia. In collaborazione con la Casa delle Arti di Gorizia, l’esposizione arriverà infatti nella storica sede, in via Oberdan 15 a Gorizia, dove, dopo l’inaugurazione che si terrà domenica 8 dicembre, alle 11, rimarrà aperta fino al 22 dicembre, tutti i giorni, dalle 17 alle 19, nonché in concomitanza con i “Concerti aperitivo 2019” di palazzo De Grazia. La “formula” di quest’ultima parte, nell’ideale viaggio della mostra di LC-DDS, va segnalato, non vedrà esposte le opere pittoriche ma solo l’installazione “The tree and the muffland”. La mostra si svolge in concomitanza con quella dell’associazione Alpen Adria di Trieste.

L’esposizione “Mutant landscapes. Tangles of the soul” verte su tematiche profonde ed attuali come i cambiamenti ambientali e i grovigli esistenziali dell’uomo: “I due aspetti – spiega l’artista – si intersecano e si influenzano continuamente, in una contaminazione, spesso negativa, di cui l’uomo è in larga parte la causa. I conflitti interiori di massa si scaricano, non solo metaforicamente, sulla natura costretta a mutare. Nonostante ciò, le opere restituiscono una ricchezza materica e coloristica che intende rappresentare la bellezza del caos della natura”.

Non mancheranno, però, nemmeno i richiami alle tematiche dell’arte leonardesca. All’inaugurazione, infatti, è previsto un momento musicale curato dall’Istituto di musica diretto dal Maestro Claudio Pio Liviero, ispirato proprio al genio rinascimentale. La mostra si avvarrà inoltre della contaminazione installativa di Francesco Imbimbo, con un’opera intitolata “Cosa ha spento il genio universale”. “Se l’ideale rinascimentale così emblematicamente vaticinato da Leonardo – spiega Imbimbo – definisce i rapporti fra l’uomo e il suo habitat nei termini di un mirabilmente risonante equilibrio tra microcosmo e macrocosmo, l’installazione cerca di ricontestualizzare l’immaginifica visione leonardesca nel quadro della mutata esperienza contemporanea, allo scopo di evidenziarne la latitanza: vuoi il policentrismo, vuoi il fattore disgregante della moderna iper-specializzazione ci hanno assuefatto al contrappasso della marginalità e condotto a rapportarci al paradigma antropologico umanistico come a una sorta di macro-antropo”.

L’evento si avvale dell’apporto della Biblioteca statale Isontina di Gorizia.

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