La mia America, l’ultimo libro (postumo) di Gillo Dorfles

8 Dicembre 2019

TRIESTE. Lunedì 9 dicembre alle 18 nella Biblioteca S. Crise (Largo Papa Giovanni XXIII, 6), nell’ambito della mostra “Il segno rivelatore di Gillo”, Cristina Battocletti, giornalista de Il Sole 24 Ore, presenta in anteprima per Trieste, con la conduzione di Marianna Accerboni, il libro La mia America (Skira editore), ultima fatica letteraria di Dorfles, uscito postumo. Un’opera cui l’autore teneva molto, ritenendo i suoi viaggi americani – in particolar modo il primo coast to coast avvenuto nell’autunno-inverno del 1953 – cruciale per la propria formazione intellettuale. A partire dal secondo dopoguerra l’intellettuale incontrò infatti negli Stati Uniti personalità di primo piano quali i più noti studiosi di problemi estetici e critici d’arte come Thomas Munro, Clement Greenberg, James Sweeney, Alfred Barr, Rudolph Arnheim, György Kepes e alcuni tra i maggiori architetti, da Frank Lloyd Wright e Mies van der Rohe a Louis Kahn e Frederick Kiesler.

Cristina Battocletti (Foto Maria Cristina Vimercati)

Nell’occasione verrà presentato anche il libro Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste (La Nave di Teseo editore) di Cristina Battocletti, un approfondito e interessante affondo sull’importante intellettuale, amico molto amato e stimato da Dorfles. Bazlen (Trieste 1902 – Milano 1965) fu infatti il grande traghettatore in Italia della letteratura mitteleuropea, tra cui Franz Kafka e Robert Musil, quando questa era ancora ignota, e fondatore con Luciano Foà della casa editrice Adelphi, consulente di Einaudi e delle più grandi case editrici italiane. Grazie a lui venne scoperto Italo Svevo. Durante l’incontro sarà diffusa la registrazione di un’intervista inedita della giornalista a Dorfles, realizzata nei primi mesi del 2017. Seguiranno visita guidata e vind’honneur dell’Azienda Baroni del Mestri.

Cristina Battocletti è critica cinematografica e lavora alla “Domenica” del Sole 24 Ore. Ha scritto a quattro mani con l’autore sloveno la biografia di Boris Pahor, Figlio di nessuno (Rizzoli, 2012), premio Manzoni come miglior romanzo storico; La mantella del diavolo (Bompiani), Premio Latisana, finalista ai premi Bergamo, Rapallo e Asti. Bobi Bazlen, L’ombra di Trieste (La Nave di Teseo 2017), premio Martoglio e Comisso.

La rassegna, visitabile fino al 14 dicembre, è la prima organizzata dopo la morte del grande intellettuale. Promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles, è ideata e curata da Marianna Accerboni. Di taglio artistico-documentario presenta vari inediti, con 100 opere su carta che ripercorrono l’evoluzione del segno del grande intellettuale/ artista dal 1930 al 2017, una sezione sul design con rari bozzetti degli anni ’30 per tessuti e dei mosaici realizzati su suo disegno dagli allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo e finora mai usciti da tale sede. Un’altra sezione propone importanti opere di Nathan, Leonor Fini, Miela Reina, Getulio Alviani e altri artisti del Friuli Venezia Giulia, accompagnate dai suoi testi critici.

Orario: da lun a giov 9-18.30/ ven e sab 9-13.30/ domenica chiuso/ info +39 335 6750946). Nell’ambito della rassegna sono previste visite guidate e laboratori di disegno e pittura rivolti, in particolare, ai giovanissimi e ispirati all’arte e alla personalità di Dorfles, e visite guidate anche su richiesta (info e prenotazioni +39 335 6750946).

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