La lotta di Aran Cosentino per salvare il torrente Alberone

5 Agosto 2020

Aran Cosentino

SAVOGNA. Fra le otto storie di impegno ambientalista raccontate nel libro “La terra siamo noi” (HarperCollins Italia editore) del giornalista e scrittore, noto personaggio della tv, Riccardo Bocca, c’è anche quella di Aran Cosentino, personaggio noto a livello nazionale grazie all’eco della sua missione di salvataggio – avviata da giovanissimo, ormai alcuni anni fa – del torrente Alberone dal rischio di costruzione di una centralina idroelettrica. Vinta quella battaglia, lo studente aveva proseguito la sua militanza, arrivando perfino a incontrare a Roma Greta Thunberg.

Il volume, uscito nelle librerie a luglio, offre una carrellata di esempi di militanza ambientale da tutta Italia: e Aran è l’unico del Friuli Venezia Giulia ed è il più giovane (18 anni) fra tutti. Ad Aran è stato dedicato un intero capitolo del libro, dove si parla più che altro della battaglia durata anni per salvare il torrente Alberone, nelle valli del Natisone, da una centralina idroelettrica non sostenibile.

Questa è la descrizione del libro scritta da Riccardo Bocca: «Care amiche e cari amici che tenete tra le mani questo libro, vorrei raccontarvi perché ho deciso di scriverlo e come poi, all’improvviso, l’avvento tragico della pandemia ne abbia condizionato e arricchito il senso. Tutto è iniziato due anni fa, quando Greta Thunberg ha sensibilizzato il mondo intero riguardo allo scempio ambientale e al conseguente cambiamento climatico in corso. Dal nulla, la sua azione ha acquisito una potenza tale da coinvolgere anche i potenti del globo, travolti dalle critiche per la loro miopia generazionale. Una bella storia, certo, ma anche il trampolino per porgersi due domande obbligate: quanto, nella vita concreta, il desiderio di arginare la devastazione terrestre si traduce in comportamenti virtuosi? E chi è davvero disposto, al di là dei nobili pensieri e delle belle parole, a battersi in nome di questa sfida?

Il torrente Alberone

Interrogativi urgenti prima dell’era Covid-19 e ancora di più oggi che è stato chiarito il legame tra la mancanza di rispetto della natura e la diffusione di nuovi virus. Come dunque sconfiggere il senso di fragilità che ha colpito le nostre vite, respirare un nuovo ottimismo e ispirarsi a comportamenti in armonia con l’ambiente? Le risposte che ho trovato sono racchiuse nelle storie speciali di persone normali. Non le mirabolanti imprese di supereroi dai poteri magici, ma l’impegno di giovani e meno giovani che con grinta hanno agito e agiscono in difesa del pianeta. Otto capitoli con protagonisti distanti tra loro per età, formazione e attitudini. Ma comunque uniti dalla consapevolezza che – volendo – tutti possono fare la differenza. Una grande differenza. Per questo il libro si intitola La Terra siamo noi: perché spero che, letta l’ultima pagina, e condivisa l’ultima emozione di questi ragazzi e adulti inarrestabili, vi venga voglia di ispirarvi al loro impegno. Condividendo, oltre le incertezze attuali, il piacere di aiutare l’ambiente e noi stessi».

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