La grotta di Pradis ospiterà il Magnificat di Alda Merini

3 Settembre 2018

CLAUZETTO. Anteprima per l’edizione 2018 de “I Teatri dell’anima”, festival nato per riflettere sul mondo che è stato, che sta cambiando e che sarà, analizzando etica e storia, portando anche quest’anno in scena nelle chiese del Friuli occidentale interessanti spettacoli teatrali grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro. Un momento d’incontro tra teatro, spiritualità e luoghi, un nuovo respiro comune tra religioni, storia e drammaturgìa.

Arianna Scommegna

Se il programma, in fase di definizione negli ultimi dettagli, si svolgerà principalmente tra fine novembre e dicembre, l’anticipazione del festival sarà nello straordinario complesso delle grotte di Pradis in Comune di Clauzetto sabato 8 settembre alle 19.30: la cavità carsica, vera e propria “chiesa naturale” per le sue dimensioni e la sua vocazione spirituale, farà per la prima volta le veci di un palcoscenico teatrale per il Magnificat della poetessa milanese Alda Merini, proposto dalla compagnia Teatro de Gli Incamminati – deSidera Teatro. Uno spettacolo con Arianna Scommegna e con Giulia Bertasi alla fisarmonica: ingresso gratuito. Per chi volesse alle 18 ci sarà una visita guidata della grotta a cura dell’Ecomuseo “Lis Aganis”, al costo di euro 5 (bambini fino a 6 anni gratuito – previa prenotazione).

“Questo “Magnificat” – spiega il direttore artistico del festival Andrea Chiappori -, anteprima dei “I Teatri dell’Anima”, sarà ospitato nelle grotte di Pradis dedicate proprio alla Vergine in una data dedicata alla Madonna come l’8 settembre. Uno spazio unico, che amplifica i rumori dell’intimità e che trova in una piccola luce una via d’uscita, una speranza, occasione di pellegrinaggio tra le fedi, di nuovo rispetto tra la gente comune. Si prepara così una nuova avventura fatta di eventi umani che, per quanto intimi, possono trovare ospitalità solo in siti naturali, di culto o di particolare suggestione architettonica, nei quali la testimonianza umana ha lasciato una traccia indelebile. E i luoghi parlano anche grazie al teatro”.

TESTO DI Alda Merini; DRAMMATURGIA Gabriele Allevi; REGIA Paolo Bignamini; SCENE Francesca Barattini; LUCI Fabrizio Visconti.

Info e prenotazioni: EtaBetaTeatro- tel. 333.6785485 – info@etabetateatro.org – www.etabetateatro.org – Facebook: I teatri dell’anima

LO SPETTACOLO
Le brucianti parole di Alda Merini raccolte nel libretto Magnificat suscitano una vibrante interpretazione da parte di Arianna Scommegna che sa restituire tutta la carnalità, tutta l’intimità e tutta la sorprendente immedesimazione della poetessa milanese nei panni della Vergine Maria. Nel Magnificat di Alda Merini, l’umanità di Maria fa emergere una potente contraddizione: la vastità del divino sa trovare spazio in un corpo, e per giunta nel corpo di una ragazzina. Così incontriamo lo spavento e la speranza, lo sgomento e lo stupore, il dubbio e la certezza di quella che sarà la madre di Dio. Questo contrasto trova il suo compimento nell’accettazione del Mistero. La poesia di Alda Merini, nelle parole di Maria, riesce infatti a far coesistere lo smarrimento presente, il ricordo dell’innocenza passata e la dolorosa consapevolezza dell’avvenire. Maria è, nel medesimo tempo, se stessa, la ragazzina che era e la madre di Dio che sarà. Un cortocircuito vertiginoso e inafferrabile. Ed è proprio della grande poesia consentirci di scorgere questo Incomprensibile.

LA GROTTA DI PRADIS
Tempio nazionale degli speleologi, il complesso di caverne di Pradis vanta la frequentazione preistorica di uomini, a partire di quello di Neanderthal, e animali, come l’orso delle caverne. Scendendo 207 scalini si può ammirare la forra creata dal torrente Cosa e, arrivati in fondo all’orrido, ci si troverà davanti al Crocefisso ligneo del maestro Gatto di Treviso. Questo gioiello della montagna pordenonese è pure luogo di culto dedicato alla Madonna, rappresentata da una statua bronzea al cui cospetto si celebra ogni anno la messa natalizia. Nei pressi della grotta è visitabile il Museo delle Grotte di Pradis, che contiene numerosi reperti paleontologici e archeologici provenienti dalle grotte e dal territorio.

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