La Germania tra nostalgia e riunione in scena al Bobbio

3 Marzo 2019

Elke Burul

TRIESTE. Nel momento in cui si ricordano i trent’anni dalla morte di Thomas Bernhard va in scena lunedì 4 marzo alle 17.30 – per la stagione del Teatro a Leggìo al Bobbio di Trieste, organizzato dall’Associazione Amici della Contrada – nell’adattamento e con la regia di Elke Burul, una delle opere più attuali del geniale e controverso autore austriaco. Metafora della divisione delle due Germanie e della crisi dei valori occidentali Prima della pensione, che debuttò nel 1979, tocca ancora oggi alcuni nervi scoperti della società contemporanea come la difficoltà nel gestire il rapporto con “l’altro”.

Rudolf, interpretato da Adriano Giraldi, è un ex ufficiale delle SS, già direttore di un lager che dopo dieci anni di latitanza è riuscito a diventare presidente di un tribunale e vive ora con le due sorelle Vera, in scena Elke Burul, e Clara, interpretata da Daniela Gattorno, nella vecchia casa che li ha visti crescere. Il rapporto tra i tre è complesso e tormentato; costretti a vivere assieme, incapaci di liberarsi delle catene che li obbligano a vivere in una realtà che non riescono ancora ad accettare, si torturano a vicenda, si odiano e si amano, si rinfacciano ambiguità e bisogni. Il compleanno di Himmler, celebrato ogni anno in segreto per tenere vive le mai sopite nostalgie naziste di Rudolf e Vera, acuisce fino al parossismo la tensione tra i due e Clara, la sorella inferma.

«In un clima sinistro – spiega la regista e interprete Elke Burul – fatto più di ombre che di luci, si muovono i tre personaggi, prigionieri di se stessi e di un passato che per quanto inaccettabile, si rivela drammaticamente attuale; il dialogo, spesso dilatato in monologo, assume però ritmi e strutture cabarettistiche, a creare un’inquietante stridore che mescola realtà e finzione. La capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, la giustizia, l’umanità, tutto viene stravolto e sfilacciato, strattonato e trascinato nel caos, in un gioco crudele in cui tutti diventano vittime e carnefici».

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