La fotografia di Matteo Cocco si aggiudica due premi

13 Giugno 2021

Sandro Chessa e Matteo Cocco

SPILIMBERGO, Sipario su Le Giornate della Luce, il festival di Spilimbergo che celebra gli Autori della Fotografia del nostro cinema, ideato da Gloria De Antoni che lo conduce assieme a Donato Guerra. Dopo nove giorni di incontri, omaggi, mostre, proiezioni e workshop, nella serata di sabato 12 giugno al Cinema Miotto, l’assegnazione de Il Quarzo di Spilimbergo – Light Award 2021 alla migliore fotografia di un film italiano dell’ultima stagione.

Il vincitore è Matteo Cocco per Volevo nascondermi (di Giorgio Diritti). La giuria 2021 – presieduta dal direttore della fotografia Luciano Tovoli e composta dal direttore della fotografia Nicolaj Brüel, dai critici cinematografici Oreste De Fornari e Sergio M. Grmek Germani, dalla regista e sceneggiatrice Wilma Labate e dal fotografo Riccardo Ghilardi – ha premiato Matteo Cocco perché “Dimostra anche in questo film una incredibile maturità creativa senza il minimo scarto nella facilità di una oleografia padana convenzionale, pur un classico nella storia del cinema italiano. Tra gli interni e gli esterni, tra i primi piani ed i campi lunghi si crea une sorta di perfetta armonia visiva senza un gesto creativo di troppo. Il cinema italiano e non solo, può felicemente contare, sin da ora e seriamente, su di lui”. Matteo Cocco con Volevo Nascondermi si è aggiudicato anche il Quarzo del pubblico. Il Quarzo dei giovani, invece, è stato assegnato dalla giuria dei Giovani – presieduta da Luca Verdone e composta dagli studenti delle scuole di cinema – a Sandro Chessa per Assandira. “Per la coraggiosa scelta di narrare una vicenda familiare, triste e dolorosa, con una forma cromatica in grado di esteriorizzare contrasti individuali, antropologici e generazionali, e una fotografia capace di tradurre in luce e immagini le inquietudini dell’animo e del paesaggio”.

Riconoscimento a Spinotti

Il festival poi ha consegnato il Quarzo d’Oro alla carriera a uno dei più celebri maestri della fotografia di sempre, Dante Spinotti, nell’anno che lo vedrà ricevere il Pardo d’Oro. “Il quarzo d’oro alla carriera a Dante Spinotti – recitano le motivazioni – vuole essere un riconoscimento che premia la straordinaria capacità di uno tra i nostri più grandi e apprezzati autori della fotografia a livello internazionale. Un autore che con passione e impareggiabile maestria plasma e domina la luce attraverso la fotografia quale componente imprescindibile del cinema. Per Le Giornate della Luce, Spinotti è stato fin dagli esordi una sorta di nume ispiratore che ha accompagnato i momenti salienti del festival”.

Paola Cortellesi

Tutti i premi sono opere in mosaico realizzate dalla Friul Mosaic. Come ogni anno Le Giornate della Luce hanno voluto rinnovare il ricordo di Michela, la ragazza di Spilimbergo vittima di femminicidio, di cui ricorrono quest’anno i cinque anni dalla tragica morte: l’attrice Paola Cortellesi in videocollegamento le ha dedicato un intenso monologo.

Finale a sorpresa con la proiezione di All That Jazz – Lo spettacolo continua, di Bob Fosse. Con questo film, nel 1980, Giuseppe Rotunno ha ottenuto una nomination all’Oscar per la migliore fotografia. E proprio a lui – uno tra i più importanti e premiati autori della fotografia del cinema italiano e internazionale che ha lavorato tra gli altri con Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli, Federico Fellini e Luchino Visconti – il festival ha dedicato un omaggio assieme alla figlia Carmen Rotunno e ai suoi colleghi, ex studenti e amici: Fabio Ferzetti, Gianni Bozzacchi, Sandro Chessa, Caterina d’Amico, Daniele Nannuzzi, Dante Spinotti, Adriano Giannini e Ludmila Ferolla.

Le foto sono di Matteo Coda.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!