La differenza di genere in Dannazione donna (a teatro)

29 Gennaio 2022

Stefania Moras

PORDENONE. Continua domenica 30 gennaio, la Rassegna regionale di teatro popolare, iniziativa culturale organizzata dal Comitato provinciale della Fita di Pordenone in collaborazione con il Gruppo Teatro Pordenone Luciano Rocco, con il sostegno di Comune del Pordenone e con il contributo di Edr Pordenone e Friulovest Banca di Credito Cooperativo. Alle 16, nell’Auditorium Concordia, a Pordenone (ingresso 5 euro, prezzo invariato), il Gruppo Teatro Pordenone Luciano Rocco di Pordenone porterà in scena l’atto unico in tre quadri (una sola protagonista: Stefania Moras) “Dannazione donna”, di Marco Ferri (regia di Francesco Bressan). La 22^ Rassegna regionale di teatro popolare riceve il sostegno della Fondazione Friuli che continua a credere e a sostenere il progetto culturale della Fita di Pordenone, da oltre 20 anni in prima linea nella promozione e nella valorizzazione del teatro amatoriale.

Un atto unico di Marco Ferri, in tre quadri per una sola protagonista, sul ruolo delle donne nelle aziende. Il focus è la diseguaglianza di trattamento economico, come punto di vista sulle ragioni della differenza di genere. Se il capitalismo è stato la forma economica che ha storicamente assottigliato le differenze tra i due sessi, non ha potuto risolvere quella fondamentale: anche ai vertici di un’azienda multinazionale, una donna guadagna circa il 20% in meno di un uomo, a parità di ruolo e funzione. “Dannazione donna” è una storia ambientata in una grande azienda raccontata con ironia, forza espressiva, con più colpi di scena.

Scritto prima dell’8 marzo del 2017, cioè prima del primo sciopero internazionale contro le disparità salariali, prima del Rapporto Ocse sulla disparità salariale e prima del Word Economic Forum 2017, secondo cui in Italia il 61,5% delle donne che lavora viene pagato poco, “Dannazione donna” risulta tutt’ora un testo di stringente attualità, un esempio efficace di teatro civile. Una prova attoriale complessa e affascinante. Anch’essa allegoria della difficoltà delle donne nei loro molteplici ruoli. Ben otto personaggi, dalla donna delle pulizie fino alla Ceo dell’azienda, attraverso una cadenza narrativa tra la commedia e il thriller, il buffo e il drammatico, mettono in scena la realtà lavorativa e sociale delle donne in Italia. Finale assolutamente sorprendente.

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