La Commedia dell’arte a 360°: workshop in finale alla Pepe

22 Giugno 2017

UDINE. Ultime preziose iniziative per per le due giornate conclusive del Workshop di Commedia dell’Arte alla Civica Accademia. Dopo la rievocazione di inediti ricordi di Nico Pepe con Agnese e Valter Colle, la rivelazione del segreto di Arlecchino da parte di Ferruccio Soleri e Carlo Boso, le Master Class di Claudio de Maglio Carlo Boso e Michele Monetta e la proiezione dell’inedito film con Nico Pepe tra i protagonisti, è giunta ora la volta di Claudia Contin Arlecchino, Fausto Sesso, Marco Sgrosso, Gabriele Guarino e ancora molti altri! Attendono i sostenitori del Workshop due intensi giorni che si volgeranno tra presentazioni di libri, Master Class, incontri e uno spettacolo speciale.

Boso e Soleri incontrano il pubblico…

Zanni e Pantalone – Generazioni grottesche a confronto – dedica a Nico Pepe è la Master Class a cura di Claudia Contin Arlecchino che, a partire dalle 10, dà inizio alla giornata di venerdì 23 giugno. È la volta poi alle 18 di Fausto Sesso con la presentazione del libro Commedia dell’Arte. Voci, Volti, Voli. Poetiche, tradizioni tradite, maestri, teoretiche e tecniche della Commedia dell’Arte contemporanea. Interventi di giovani attori e registi su Maschera e Commedia dell’Arte concludono dalle 20 il penultimo giorno di Workshop: La Compagnia I Nuovi Scalzi presenta La Ridiculosa Commedia della Terra Contesa, canovaccio originale di Commedia dell’Arte.

Sabato 24 giugno, ultimo giorno di Workshop, alle 14.30 Marco Sgrosso tiene la Master Class Shakespeare in Masque – ovvero della stessa sostanza dei sogni. Gabriele Guarino presenta poi alle 18 il libro Pedrolino. La storia di una maschera… e non solo! Un grande spettacolo scandirà il termine della splendida settimana ricca di iniziative all’Insegna della Commedia dell’Arte e in omaggio al celebre Nico Pepe. Alle 19 nella sede della Pepe andrà in scena, imperdibile, L’improvviso imprevisto. Si tratta di un canovaccio originale di Commedia dell’Arte con regia e drammaturgia di Claudio de Maglio con gli allievi del II anno di corso.

IL SEGRETO DI ARLECCHINO

“Oggi la Commedia dell’Arte si può insegnare, conoscere o riprodurre, ma non esiste più perché il mondo che la ha generata è passato” con questa affermazione paradossale Ferruccio Soleri, indossando la Maschera che lo ha reso celebre, quella di Arlecchino, ha risposto alla domanda di uno spettatore nel corso dell’incontro tenutosi alla Pepe. Questo modo di produzione di spettacolo ha influenzato la rappresentazione teatrale di tutta Europa, ma non abita più quella che è la sua terra d’origine, l’Italia. Soleri, il grande interprete di Arlecchino nella blasonata edizione diretta da Giorgio Strehler, illustre ospite alla Nico Pepe in occasione del secondo giorno di Workshop sulla Commedia dell’Arte. Dopo la Master Class con gli iscritti al Workshop, ha incontrato il pubblico per rivelare insieme a Carlo Boso, altro esperto di Commedia dell’Arte, “Il segreto di Arlecchino”.

… e poi in scena

Soleri infatti ne è la memoria, da quando nel ’63, Strehler decise che la parte del servo goldoniano era sua e da allora Arlecchino è lui… una maschera che recita ininterrottamente da 54 anni (57 se si conta una prima volta nel ’60), quasi tremila rappresentazioni in 40 paesi del mondo e per oltre due milioni di spettatori. Ma come conservare la vera sostanza di uomo anche nel momento in cui si indossa la maschera, impeccabile artificio? Come trasmettere al pubblico che sta di fronte il proprio stato d’animo se il viso, parte che si dipinge di sentimenti viene soffocata? Il maestro afferma che è necessario per l’attore comunicare attraverso tutto il corpo, per mezzo degli occhi, delle braccia, delle gambe.

La Nico Pepe e tutta la città di Udine ha avuto l’opportunità di conoscere una persona che ha scritto in maniera indelebile parte della storia del teatro, segnandone una rinascita. Se oggi non è più possibile offrire ossigeno rinnovatore alla Commedia dell’Arte poiché non scorre più la matrice vitale nella sua tradizione, allora è forse possibile però forgiare nuove forme artistiche attingendo dall’esperienza e dalla passione dei maestri che la hanno plasmata. Così l’incontro si è concluso con una emozionante scena a due tra Soleri e Boso che dal celebre Arlecchino ripropongono la scena della preparazione del pranzo, rifatta per la prima volta dopo 50 anni… Il pubblico ha tributato loro una standing ovation, che smentisce l’assunto di partenza, la Commedia vive ancora, per fortuna di tanti attori e attrici in formazione. La magia ha inondato una sala grata e riconoscente ai due maestri che hanno regalato a Udine un qualcosa di indimenticabile.

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