Jazz&Wine in chiusura con note e calici eccellenti

26 Ottobre 2019

Yellow Squeed (Foto Giacomo Citro)

CORMONS. Gran finale domani, domenica 27 ottobre, per la ventiduesima edizione di Jazz & Wine of Peace, il festival ideato dal Circolo Controtempo di Cormòns, manifestazione che coniuga le eccellenze enogastronomiche del territorio, dove nascono vini tra i più apprezzati al mondo, con un programma musicale che vede protagonisti le grandi stelle del jazz internazionale e i giovani talenti. La giornata riserva ancora nomi prestigiosi e calici d’eccellenza e si comincia già alle 11 nella Tenuta Villanova di Farra d’Isonzo con il concerto dei Ballister, trio formato da Dave Rempis, Fred Lonberg-Holm e Paal Nilssen-Love, che combina la musica di Chicago con il sound della scena musicale scandinava.

Aly Keita

Sempre alle 11, nell’Azienda Agricola Magnas di Cormòns, il concerto di Filippo Orefice Malaika Trio, capitanato da Filippo Orefice con Fabrizio Puglisi al piano e Marco D’Orlando alla batteria. I tre eseguono un repertorio originale in cui compaiono come meteore composizioni jazz o melodie popolari. Il filo conduttore tra una composizione e l’altra è l’improvvisazione estemporanea, che vuole attingere a più stili. A seguire, alle 13, a Villa Codelli (Mossa), i ritmi serrati, le aperture improvvise e le commistioni di suoni elettronici e acustici degli Yellow Squeed guidati da Francesco Diodati, chitarrista cresciuto nella scuderia di Enrico Fava che si esibisce insieme a Francesco Lento, Enrico Zanisi, Glauco Benedetti ed Enrico Morello.

Theon Cross Fyah

Alle 15:30 nella Cantina dei Produttori di Cormòns, il concerto di Aly Keita e Hamid Drake che propongono un viaggio sonoro sospeso tra l’Africa di ieri e gli Stati Uniti contemporanei: musica solare, gioiosa, ritmicamente ossessiva e iterata, con ripetizioni a loop, mille sfumature ritmiche e riprese di nenie danzanti della tradizione griot dell’Africa Occidentale. A concludere quest’ultima giornata di festival, alle 18, a Borgo Conventi (Farra d’Isonzo), il concerto di Theon Cross Fyah che, con la sua tuba e il suo stile innovativo, accosta il suono del jazz tradizionale alla spinta ritmica tipica dell’afrobeat più sfrenato: “Un giovane talento prodigioso”, secondo il New York Times.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!