Innamorarsi dell’arte… Una mostra collettiva all’ARTtime

2 Febbraio 2019

UDINE. La Galleria ARTtime di Udine presenta una mostra collettiva d’arte dal titolo “Innamorarsi dell’arte…” che avrà luogo dal 2 al 14 febbraio. Partecipano gli artisti: Angelo Dottori, Simone Gilardi, Antonio Arte, Federica Marin, Tranca e Maria Angela Sarchiello.

Angelo Dottori, pittore umbro, è un artista dalla forte personalità che difficilmente si inserisce in qualcuna delle correnti, delle scuole o delle tendenze che oggi caratterizzano l’oceano della pittura contemporanea. Si può anche dire che Angelo Dottori è un figurativo convinto, non fosse altro per il fatto del piacere che gli procura il contemplare e riprodurre vari soggetti in tutte le loro manifestazioni, composizioni e sfumature. Un piacere che si percepisce guardando i suoi originali lavori dove è dato ammirare la grande capacità nel disegno e nella tecnica, ma anche qualcosa di più… Ma in Dottori c’è anche una grande sensibilità per il colore, nella sicura visione compositiva, per la materia, che inserisce con misurata attenzione, e nella capacità di dire, di raccontare, di rappresentare, di trasportare l’osservatore in immagini reali eppure cariche di fantasia, di magia, di sogno, di quasi, evanescente poesia.

Simone Gilardi dipinge di getto, è un talento naturale che attraverso il suo percorso di studi ha imparato ad affinare il suo modo di proporsi. E’ un artista giovane, il cui lavoro ha bisogno di continue nuove esperienze per portare soluzioni spaziali dentro e fuori all’umanità che ritrae. Le sue scelte linguistiche sono già coerenti per la fase che sta attraversando e la sua sicurezza esplode dalle opere e non è mai irriverente; l’artista riflette sull’estetica della perfezione che i media contemporanei impongono nella continua profusione di corpi eternamente belli e giovani senza cadere nella banalità di un’arte autoreferenziale. Le vicende positive della sua giovane carriera artistica devono essere uno stimolo forte per aggredire ogni potenzialità insita nel mezzo pittorico e figurale che gli è abituale.

Antonio Arte inizia la sua carriera da giovane come autodidatta. Le sue opere fanno riferimento alla natura con grande ricerca di una propria luminosità speciale e di uno stile che prescinde da una metafisica chiarezza, ponendosi tra gli artisti di cultura globale che non manca di un continuo rinnovamento stilistico. Nei paesaggi e nature morte si nota una certa potenza luminosa con pennellate dense e corpose che riconoscono all’artista il suo stile di appartenenza: vediamo il mare plumbeo, lo splendore del raggio luminoso che accarezza i boschi ai primi bagliori del giorno, nature morte semplici e romantiche, volti che si aprono al visitatore con vigore felice, con omogenee pennellate di colore. L’artista plasma le ombre e le opere da classiche presto denotano un dinamismo più nuovo e futuristicamente moderno.

Federica Marin integra l’indagine sul medium fotografico con numerosi viaggi in diversi Paesi e continenti. Alla ricerca costante di nuove dimensioni e insolite prospettive, sviluppa un percorso orientato verso la percezione visiva quasi sensoriale del luogo, che, attraverso una sorta di sublimazione dello stesso, sembra sfiorare l’astrazione compositiva. Dal punto di vista tecnico, l’artista affianca alla stampa tradizionale su carta fotografica la ricerca digitale su tela di grande formato e su supporto plastico. Le sue opere sono state pubblicate in cataloghi, tra cui Cam, edito da Mondadori, Collezione Arte Contemporanea edito da Sea Italia, Fotografi in Toscana a cura di Toscana Cultura e Scrivendo d’Arte curato dal Circolo Culturale Il Colle.

Tranca (Giovanni Giungi) è energia allo stato puro. E’ impossibile restare indifferente davanti ai suoi dipinti: evocano scenari ancestrali ed ineffabili. Colori come reminiscenze di un passato onirico universale, figure inquiete e tormentate, dilaniate dal dolore della nascita ma che al tempo stesso sprigionano l’incontenibile energia positiva della materia primordiale. Tutto questo è nelle opere di Tranca, pittore marchigiano contemporaneo i cui fiori e paesaggi rappresentano le tre anime dell’artista: romantica, curiosa e inquieta, passionale e travolgente. I soggetti così rappresentati sembrano plasmati dal fuoco, che diventa così genio creatore, generando una incessante metamorfosi di identità e forme. Il contatto con gli elementi naturali è assolutamente vitale.

Maria Angela Sarchiello nasce a Lione in Francia, attualmente vive e opera a Vittoria (RG) in Sicilia. Nutre da sempre l’amore per la pittura; negli Anni novanta decide di esprimere pienamente questa sua passione. Frequenta alcuni corsi di pittura, studiando i più grandi maestri del passato e del Novecento. Partecipa a numerose mostre di pittura. Successivamente per approfondire le sue conoscenze riprende gli studi , frequenta l’accademia di belle arti conseguendo il massimo dei voti. Il suo talento le ha permesso di partecipare a numerose mostre in Italia e all’estero. Dopo un iniziale periodo di pittura figurativa e successivamente tendente all’iperrealismo, attualmente Maria Angela Sarchiello affronta, nella sua pittura astratta una ricerca prettamente materica.

La mostra sarà visitabile dal 2 al 14 febbraio alla Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19. Ingresso libero.

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