Iniziativa per rendere fruibile il mulino del Torre Basaldella

25 Agosto 2020

Il mulino del Torre

CAMPOFORMIDO. “Fare rivivere il Mulino Del Torre di Basaldella”. È questo l’obiettivo del vicesindaco Christian Romanini e dell’amministrazione di Campoformido guidata dal sindaco Erika Furlani, più volte ribadito all’europarlamentare friulana Elena Lizzi durante la visita all’antico Mulino ad acqua che sorge in via Zugliano e si affaccia sul torrente Cormôr.

“Appartenuto alla famiglia Del Torre e oggi di proprietà del Comune, il mulino è stato restaurato con contributi regionali dalle precedenti amministrazioni rimanendo però sotto-utilizzato rispetto alle potenzialità della struttura”, spiega Romanini il cui scopo è “rendere operativo il sito nel 2021, coinvolgendo in primis le scuole e valorizzando un centro visite dedicato al Cormôr, ai prati stabili, agli impollinatori”. “Stiamo progettando il rilancio del Mulino di Basaldella quale punto di riferimento per il territorio in un’ottica di valorizzazione ambientale del fiume Cormôr attraverso il progetto “Campoformido Comune Amico delle Api” che stiamo portando avanti con una convenzione con l’Ateneo Friulano che punta a valorizzare i prati stabili focalizzando l’attenzione sull’importanza degli insetti impollinatori. Il Comune di Udine – ha ricordato Romanini – metterà a disposizione il Museo di Storia Naturale in qualità di consulente per sviluppare le linee guida che abbiamo inviato con la nostra richiesta di collaborazione”.

Mulino del Torre

“Ritengo sia un peccato mortale aver lasciato a metà un progetto di valorizzazione della storia architettonica, agricola e culturale del nostro Friuli, soprattutto – ha commentato Lizzi – dopo che sono già stati investiti parecchi soldi pubblici per il restauro riportando lo stabile all’aspetto originario all’esterno e adattandolo all’interno a polifunzionale con criteri energetici sostenibili e con ancora i macchinari utilizzati al tempo. La storia del mulino dovrà essere di attenzione anche per le scuole locali affinché la nostra cultura contadina della coltivazione e della macinazione dei cereali non vada dispersa”.
L’europarlamentare si è impegnata a “coinvolgere e a sensibilizzare i diversi soggetti istituzionali affinché si possano avviare i percorsi espositivi con finalità didattiche, divulgative, ma anche turistiche e a cercare una rete europea di promozione adatta a questo patrimonio del Friuli rurale”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!