Incontro alla Tecnest su Export e guerra commerciale

26 Aprile 2019

Wladimir Biasia

TAVAGNACCO. “Export e guerra commerciale: Impatti sulle prospettive di crescita del commercio mondiale e sui tassi di cambio” è il titolo dell’incontro avvenuto nella sede di Tecnest (Supply Chain: Cultura e Soluzioni) di Tavagnacco: al settimo piano di un palazzo in vetro al cui interno – come spiegato dal Presidente Fabio Pettarin – il clima che si respira è quello di un open space volto a fare da monito all’apertura delle menti, allo sviluppo della tecnologia, delle idee, così come l’azienda si sta impegnando a fare da oltre trent’anni (testimoni i vari premi ricevuti nel tempo), offrendo soluzioni software, consulenza operativa, metodologia progettuale e crescita culturale.

Non a caso – continua Pettarin, che ha accolto i partecipanti – alla Tecnest vengono organizzati diversi incontri, prestando fede all’idea di cogliere il significato più profondo del termine “cultura”: ovvero un continuo proseguire, evolvere, essere preparati. Ma per tutto ciò – per compiere passi avanti, per fare scelte giuste – c’è bisogno di conoscere con precisione gli scenari che ci si prospettano dinnanzi, al fine di sviluppare un minimo di previsione sulle azioni da porre in essere per il nostro futuro.

Fabio Pettarin

Questo aspetto, messo in luce in prima battuta da Daniele Damele (Presidente di Federmanager Fvg), che ha sottolineato l’importanza di analizzare passato e presente per una comprensione critica e ragionevole di quanto avverrà, è stato l’elemento centrale del convegno condotto da Wladimir Biasia, uno dei massimi esperti nel settore della finanza e dell’economia. Partner di Wb Advisor – società di consulenza e ricerca finanziaria indipendente – nonché “free thinker”, come ama definirsi, Biasia è specializzato nel prevedere gli andamenti del mercato, della moneta e delle materie prime attraverso intuizioni, formule e algoritmi in costante aggiornamento (per biografia e dettagli www.wbadvisor.it). Numerosi sono stati i temi da lui introdotti (export, competitività, guerra commerciale, tassi d’interesse, rischi di business, trend di mercato…), quello che però ha stupito maggiormente – giunti a fine convegno – è stato l’accorgersi di come i vari aspetti siano intimamente legati tra loro: inter-dipendenti e inter-connessi anche con le scelte politiche definite a livello mondiale.

Senza scendere troppo nei dettagli (una descrizione di qualche riga non varrebbe la fluidità dei ragionamenti di Biasia, che merita essere seguito dal vivo), ciò che risulta doveroso perseguire è il raccogliere quante più informazioni possibili – continuamente e senza sosta – per arrivare a capire cosa potrebbe succedere domani, mettendo in moto – per tempo – le soluzioni più utili al nostro successo. Tuttavia, per apprendere non si può essere da soli: c’è bisogno di una rete, di un confronto, di qualcuno che possa aiutarci a incrementare le competenze necessarie al nostro proseguo. In questo, Federmanager può essere di sicuro un valido alleato nel mettere a disposizione tutto ciò che serve a tutelare il proprio ruolo, nell’interesse di un presente conosciuto, volto a un domani che è già un oggi da costruire.

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