Incontro alla Libreria Friuli

15 Giugno 2018

UDINE. Sabato 16 giugno alle 18 nella libreria Friuli di Udine Silvia Zetto Cassano presenterà il suo libro dal titolo “Foresti”. Foresti: oggi nessuno lo usa più ma, nel secolo scorso, era ancora un termine ricorrente nelle terre tra Veneto e Istria. Dire foresti, dire ‘quei là’ era uno dei modi per ribadire il ‘noi’, per escludere gli intrusi, per marcare limiti non oltrepassabili. Probabilmente parole così esistono in ogni parte del mondo in cui i confini sono o sono stati ballerini, zone di blocchi, frontiere, sbarramenti, chek point, fili spinati, alt, di qua non passi, chi sei, da dove vieni, torna da dove sei venuto, resta a casa tua, non ti vogliamo, non vi vogliamo, vattene via. Frasi che per gli istriani, nel passato, si sono tradotte in tragiche ferite, a volte rimarginate, a volte no. Parole che ognuno dei protagonisti di questo libro, in un modo o nell’altro, prima o poi, nel corso della sua esistenza ha sentito pronunciare o, a sua volta, ha pronunciato.

Silvia Zetto Cassano in questo libro racconta storie di famiglia: è sempre un problema metterci mano, lo sa bene chiunque abbia provato a orientarsi su e giù per i rami del proprio albero genealogico. Sono grovigli, ma un groviglio è anche la Storia, quella con la esse maiuscola, lo sa bene chi se ne occupa per mestiere e con onestà intellettuale. Storia e storie sono entrambe complicate, dovunque e in ogni caso. Ma lo sono e lo sono state di più in una terra da sempre in bilico come l’Istria, da sempre oppressa dalla continua necessità di definire e ridefinire identità miste, mescolamenti, imbastardimenti di lingue e dialetti e dalla conseguente di cambiare nomi, cognomi, toponimi.

“Foresti” racconta di persone semplici: contadini, pescatori, impiegati asburgici costretti a diventare soldati, serve, fioi de nissun, sartine, uomini che sposano donne foreste, donne che cercano l’Amore e trovano invece soltanto un marito, uomini che sanno da che parte stare quand’è il momento di scegliere, uomini che non lo sanno e si spezzano e non riescono a reggere gli urti troppo violenti delle guerre, donne che invece quegli urti li sanno reggere e procedono coraggiose finché hanno forza nella loro ostinata ricerca della felicità per sé e per i propri figli. Come ha fatto e fa ognuno di noi, con più o meno energia, con più o meno fortuna. Come continuano a fare anche oggi tutti i foresti che si spostano perché non hanno altra scelta, come accadde un tempo e come sempre accadrà.

Silvia Zetto Cassano, è nata e vissuta a Capodistria fino all’età di dieci anni. «In una zona – spiega a chi glielo chiede –, la zona B, un posto in sospeso, non più Italia, non ancora Jugoslavia». Nel 1955, assieme a molte famiglie istriane, ha lasciato l’Istria. Si è stabilita a Trieste, si è sposata, ha avuto due figli. Ha cominciato a insegnare a diciott’anni; nel 1998 si è laureata in lettere con una tesi di storia del cinema. Ha organizzato laboratori, lezioni, interventi rivolti a scuole e associazioni sui temi della ricerca storica e del linguaggio delle immagini. Collabora da vari anni con la sede RAI del Friuli Venezia Giulia come autrice di trasmissioni e sceneggiati. Oltre a vari articoli su periodici, ha pubblicato “La casalinga inadeguata” per le Edizioni Biblioteca dell’Immagine. Nel 2017 per “Foresti” ha vinto il premio Giacomo Matteotti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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