Incontri Esof sabato a Trieste

4 Settembre 2020

TRIESTE. Continuano numerosi gli eventi a Trieste nell’ambito del programma Esof2020. Questi gli incontri di sabato 5 settembre.

PATRIMONIO CULTURALE E SCIENZA
Alle 10.15 nel Centro Congressi di Porto Vecchio l’Università di Trieste propone il panel dal titolo “Patrimonio culturale e scienza: prospettive di diritto e politica”. Obiettivo di questa sessione è raccontare e discutere con il pubblico gli ultimi progressi della ricerca accademica che si occupa del ruolo che il collegamento tra “patrimonio culturale” e “scienza” può svolgere nella società. In particolare si illustrerà come questo collegamento può aumentare la coesione sociale e aiutare a mantenere relazioni pacifiche all’interno degli stati e a livello internazionale in contesti multiculturali, come l’area dei paesi dei Balcani occidentali, posta all’intersezione dei confini dell’Unione europea.

Marco Confalonieri

I partecipanti sono docenti universitari dell’area dei Balcani occidentali e di Trieste: Alicja Jagielska-Burduk Cattedra Unesco di diritto dei beni culturali (Università di Opole, Polonia), Sloboda Midorovic, membro del team del progetto “The Right to Cultural Heritage – Its Protection and Enforcement Through Cooperation in the European Union (Università di Novi Sad, Serbia), Ivana Kunda, a capo del team croato per la prossima edizione del Chrs Dictionnaire comparé du droit du patrimoine culturel (Università di Rijeka, Croazia), Francesca Fiorentini, ricercatrice e coautrice del Dictionnaire comparé du droit du patrimoine culturel, 2È Édition (Dipartimento IUSLIT, Università di Trieste). A moderare l’incontro sarà Andrzej Jakubowski, a capo del team polacco del progetto “Dictionnaire du droit de l’art Comparé” (Institute of Law Studies, Polish Academy of Science, Varsavia, Polonia).

LA CRISI PANDEMICA
Dopo i cambiamenti di date e modalità di presentazione che la rassegna scientifica ha dovuto fare a causa della pandemia, la scienza biomedica ha assunto un ruolo più da protagonista di quanto previsto originariamente indirizzando il programma di Esof verso quelle tematiche che sono state protagoniste assolute della prima metà del 2020 nel mondo. L’impegno delle strutture sanitarie è stato sotto gli occhi di tutti, ma un altro fatto straordinario è stata la comunanza di sforzi e risorse di tutti i settori della ricerca scientifica per ottenere risultati tangibili, o meglio translazionali, da convertire in realizzazioni rapidamente disponibili a favore dei malati e di tutti.

Nicolò de Manzini

La sessione promossa dal Dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Trieste, “Esperienze dell’ondata di crisi pandemica e risposte guidate dalla ricerca”, in programma sabato alle 14.30 nel nuovo Centro Congressi di Porto Vecchio, sarà pertanto interamente dedicata alle esperienze della ondata pandemica che partendo dagli ospedali e dalle università di varie parti del mondo hanno spinto a cercare soluzioni rapide basate sulla ricerca scientifica. La sessione è organizzata dal prof. Marco Confalonieri, direttore della Struttura Complessa di Asugi e docente di malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Trieste, con l’appoggio del Rettore dell’Università di Trieste, prof. Roberto Di Lenarda, e la partecipazione del direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute, prof. Nicolò de Manzini. L’incontro si terrà in modalità ibrida (parte in remoto e parte in presenza), con la moderazione del prof. Sergio Paoletti, Presidente di Area Science Park e gli interventi di alcuni dei protagonisti della risposta scientifica alla grave crisi pandemica, sia a livello europeo, che globale.

Fabio Romanelli

In particolare verrà presentata l’esperienza del protocollo di trattamento delle forme più gravi di polmonite da Covid-19 a base di cortisonico a basse dosi prolungate in infusione, che è stato ideato e attuato dalla Sc Pneumologia di Asugi-Trieste con la partecipazione di 14 Centri italiani (tra cui Ospedale Sacco di Milano, Istituto Spallanzani di Roma, Policlinico di Padova, Ospedale di Udine, ecc.) e ha dimostrato di ridurre del 71% il rischio di mortalità. Tale protocollo ha preceduto quello del grande studio britannico Recovery Trial, che ha coinvolto 176 ospedali del Regno Unito, dimostrando definitivamente la validità dei principi dello studio concepito a Trieste. Alla sessione parteciperà anche il prof. Criner dell’Università Temple di Filadelfia che è stato uno dei Centri americani maggiormente coinvolti, sia dal punto di vista dell’assistenza medica che della ricerca applicata al letto del malato.

Giovanni Costa

E’ previsto anche l’intervento del prof. Mauro Giacca, docente sia dell’Università di Trieste che del King’s College di Londra, dove dirige un importante Centro di ricerca traslazionale per la scoperta di nuovi farmaci attivi contro il nuovo virus. Chiuderanno la sessione gli interventi del prof. Patrick Maxwell, direttore del Campus biomedico dell’Università di Cambridge e leader mondiale nelle applicazioni della ricerca biomedica avanzata nell’ambito clinico e il Dr. Buchy, direttore scientifico della ricerca Gsk da Singapore, che sta lavorando per la scoperta di un nuovo vaccino efficace contro il coronavirus.

Carla Braitenberg

NON DIMENTICHIAMO I TERREMOTI…
La collaborazione con la Protezione Civile regionale e nazionale costituisce una delle principali iniziative di Public Engagement dell’Università di Trieste. La ricerca geofisica è infatti fondamentale per aumentare la risposta efficace agli eventi sismici, una calamità fortemente ricorrente in Italia. Se ne discuterà alle 17.30 in Sala Bazlen (Palazzo Gopcevich, via Rossini 4), in un appuntamento targato Università di Trieste con il ricercatore in Sismologia Giovanni Costa, il docente di Sismologia Fabio Romanelli, il ricercatore in Geologia strutturale Lorenzo Bonini e la docente di Monitoraggio geodetico e telerilevamento Carla Braitenberg.

Lorenzo Bonini

Il Dipartimento di Matematica e Geoscienze, di cui fanno parte i quattro relatori, mette a disposizione le proprie competenze sul rischio sismico con l’obiettivo principale di far emergere aree di ricerca non molto conosciute, ma di forte impatto per la società. Attraverso questo talk, moderato dalla giornalista scientifica Simona Regina, si vuole informare il cittadino su ciò che la ricerca può dare se indirizzata allo sviluppo di procedure e sistemi di allerta per la gestione e la prevenzione dei terremoti in coordinamento con la Protezione Civile.

Per partecipare all’incontro è richiesta la prenotazione: https://registration.theoffice.it/cmsweb/Login.asp?IDcommessa=TO20013&Lang=IT&noflag=1

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