Il Tartini dedica una sala alla scrittrice Elody Oblath

5 Marzo 2021

Elody Oblath

TRIESTE. Con un affettuoso omaggio alla scrittrice triestina Elody Oblath, l’autrice di “Poesie e Notturni di Maggio” (1950) e di “Confessioni e Lettere a Scipio” (1979 postumo, edizioni Fogola), moglie di Giani Stuparich, il Conservatorio Tartini di Trieste celebra la giornata di lunedì 8 marzo, Festa mondiale della donna: anticipando così il cinquantenario della scomparsa di una grande personalità della letteratura e delle arti dello scorso secolo, che si spegneva a Trieste il 6 settembre 1971.

Lunedì 8 marzo appuntamento alle 16.30 al Tartini per la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’Aula 24 del Conservatorio di Trieste – la Sala Conferenze al secondo piano dell’Istituto – in memoria di Elody Oblath: «L’apposizione di una targa in un luogo di cultura ed alta formazione come il Conservatorio è particolarmente significativa – spiega Rossella Lucchini, Presidente del Cug che promuove l’inziativa –. Un gesto che rafforza il nostro impegno per la promozione della parità di genere fra le nuove generazioni. L’iniziativa rientra nell’area d’intervento della diffusione della cultura delle Pari Opportunità prevista dal Piano di Azioni Positive adottato dal Conservatorio, incentivando processi di cambiamento verso la realizzazione della parità di genere e l’affermazione dell’identità femminile nella società».

Alla cerimonia, con il Presidente del Tartini avv. Lorenzo Capaldo e il Direttore M° Roberto Turrin, parteciperà la nipote di Elody Oblath, Giusy Criscione dello Schiavo, insieme ai componenti del Comitato promotore dell’iniziativa. La Giornata internazionale della donna offre l’occasione per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, e per ricordare le discriminazioni e le violenze di cui tuttora sono vittima a qualsiasi latitudine del pianeta. La scelta dell’intitolazione a Elody Oblath vuole rendere omaggio a una figura che si è distinta anche per una profonda passione per la musica e in particolare per il bel suono del canto e dell’arpa che tanto amava, ma dalla quale ha voluto distaccarsi per necessità economica dopo la seconda Guerra mondiale. Valorizzare la figura di Elody Oblath significa ricordare una persona che che l’anagrafe ebraica ha condannato alla tragica esperienza della Risiera, e che per tutta la vita ha coltivato con passione la promozione della cultura, anche musicale.

Info: www.conts.it

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