Il professor Andrea Zilli torna martedì a Collegio 7 su Rai2

27 Novembre 2022

UDINE. Martedì 29 novembre, alle 21:20 su Rai2 verrà trasmessa l’ottava e ultima puntata de “Il Collegio 7”, che vedrà il professore udinese Andre Zilli ancora una volta nel 1958, nei panni del bizzarro insegnante di discipline tecnico-pratiche.

– Si è letto che ha lasciato il lavoro per l’avventura del Collegio. È così?

”Ho letto anch’io questa notizia sulla stampa, ma è una fake news! A 17 anni mi sono seduto per la prima volta dietro a una cattedra, preso dall’entusiasmo per una storia d’amore con l’insegnamento. E così con desiderio e sacrificio, come si fa quando c’è un grande amore, sono diventato prima maestro, poi professore e ancora oggi continuo a insegnare nelle scuole pubbliche. La scuola è diventata sempre più strutturata, più “azienda”, i programmi più standardizzati, ma questo non mi ha scoraggiato. Restano il cuore e il cervello. Da parte mia è importante trasmettere amore per la conoscenza, costruire il senso critico, prima che le nozioni. L’insegnamento non è da tutti. Devi sopportare chi non ti sopporta, sacrificare il tempo libero, e ammalarti anche di troppo lavoro. Ma se ami il tuo lavoro, le giornate a scuola sono piacevoli“.

– Prosegue il suo lavoro di educatore con i minori stranieri non accompagnati?

Ho lasciato il ruolo di educatore volontario nelle comunità socio-educative per i minorenni stranieri non accompagnati (Msna) che hanno subito situazioni di sofferenza o abbandono. Mi sono impegnato ai servizi di volontariato nella Protezione Civile. Inoltre lo studio mi prende ancora. Ora sono prossimo a un’altra laurea, in Filologia moderna. Mi è dispiaciuto lasciare l’incarico che ricoprivo da tanti anni, però mi rincuora il fatto di aver aiutato moltissimi minori vulnerabili“.

– È stato il docente più giovane d’Italia, a 17 anni. È stato fra i presidenti di commissione di maturità più giovani d’Italia. Ora è il secondo friulano, assieme ad Andrea Maggi, al Collegio in tv. Le piace vivere da protagonista e bruciare le tappe?

”A mio avviso non è importante fare tutto velocemente, correre, bruciare le tappe. La cosa essenziale è prendere la giusta via. Ai miei studenti dico sempre: «Non è importante quanto bravi già siete, ma quanto aspirate a diventarlo sempre più!». Non bruciare le tappe significa vivere rispettando l’età che si ha. Io però ho sempre avuto la tendenza a voler anticipare il tempo e a vivere come se fossi più grande. L’impeto di bruciare le tappe mi portava talvolta a commettere degli errori… . Oggi penso che tutto nella vita abbia il suo momento. Ai ragazzi dico sempre di fare le cose al meglio nel momento in cui vivono“.

– È stato più emozionato da presidente di commissione di maturità con gli studenti del carcere o al primo ciak in studio per le riprese della trasmissione?

”Quella del carcere è stata un’esperienza molto forte. Tra quei muri tocchi con mano come la scuola possa davvero fare la differenza. È indispensabile per ricostruire dal di dentro un uomo. Questo si dovrebbe ricordare più spesso. I maturandi ergastolani erano emozionati, proprio come gli studenti de “Il Collegio 7” al momento degli esami per ottenere la licenza media. Hanno affrontato le prove in modo molto responsabile. Sullo scritto i detenuti hanno riflettuto a lungo; riletto con molto attenzione e hanno utilizzato tutto il tempo. All’orale mi hanno confidato che erano gli scritti i più temuti. Studiare e arrivare al termine di un percorso a volte accidentato è un successo per tutti: la scuola è stata, per loro, una seconda opportunità“.

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