Il primo vincitore del Premio Candoni è Michele Polo

22 Dicembre 2019

I premiati: da sinistra, Michele Polo Giacomo Vit e Patrick Platolino

UDINE. «Per aver affrontato un tema particolare, la delicata e complessa tematica dell’impossibilità per una coppia di generare figli, aprendo la strada a ulteriori argomenti e sottotesti, giocando con una lingua friulana moderna e diretta, costruendo una drammaturgia dinamica che rende l’opera una vera sfida per la messinscena». Con questa motivazione la giuria della prima edizione del “Corso-Concorso Premio Candoni, opere teatrali in lingua friulana” ha premiato oggi, 22 dicembre, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine Michele Polo per il suo lavoro intitolato “If – Italo e Flora”.

Con le foto di rito, gli applausi e l’intensa lettura scenica degli attori Chiara Donada, Giuliano Bonanni e Massimo Somaglino, che hanno dato voce all’opera vincitrice, si è conclusa oggi la prima edizione del Premio organizzato per promuovere e diffondere la lingua friulana nel settore della formazione drammaturgica, per sviluppare attività drammaturgico teatrali rivolte alla promozione del friulano come lingua del teatro, ma, soprattutto, per proporre dei nuovi testi in marilenghe dedicati alla produzione di nuovi spettacoli teatrali professionali. Alla serata-evento erano presenti, tra gli altri, l’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Cigolot, la presidente dell’Associazione Candoni Chiara Donada, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino e il presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine Giovanni Nistri.

Giuria e premiati (da sinistra) Nistri, Rossi, Bonanni, Di Luca, Polo, Vit, Platolino

Applausi anche per il secondo e il terzo classificato, rispettivamente Patrick Platolino con “Linie doi” e Giacomo Vit con “Il soreli a righis”. L’opera di Platolino (nato nel 1999 a San Daniele e residente ora a Martignacco, diplomatosi lo scorso anno allo Zanon dove ha frequentato il Palio studentesco) è stata ritenuta dalla giuria meritevole del secondo premio «per essere stato in grado di declinare, con sensibilità e in modo non banale, una vicenda di attualità riguardante il caso di Giulio Regeni, interpretando in modo efficace il tema dell’alterità, attraverso un gioco drammaturgico moderno, vivo, immerso in un’atmosfera coinvolgente». Il lavoro di Vit (nato nel 1952 a San Vito al Tagliamento, autore di opere in friulano di narrativa oltre che di libri per l’infanzia in italiano e friulano), invece, è stato premiato al terzo posto per «aver saputo rendere una storia teatrale metafora del potere liberatorio della poesia, attraverso la costruzione di un impianto drammaturgico che, progressivamente, fa maturare la forza della parola utilizzando una variante particolare della lingua friulana».

A Polo, codroipese residente a Udine, classe 1970, con alle spalle numerose regie e laboratori per l’infanzia in lingua italiana e friulana, oltre che un’esperienza decennale come burattinaio, attore e autore, è andato un premio in denaro di 1.500 euro, mentre al secondo e terzo testo premiato, sono stati consegnati rispettivamente 300 e 200 euro. A consegnare i premi l’intera giuria composta da Giuliano Bonanni attore e regista professionista nonché pedagogo teatrale, Rachele Di Luca scrittrice di romanzi, poesie e testi teatrali, oltre che regista e direttrice artistica della compagnia friulana Teatro Zero Meno, Giovanni Nistri attore in diverse storiche compagnie teatrali friulane e, oggi, presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Federico Rossi, giornalista, animatore culturale, co-fondatore di Onde Furlane, animatore del progetto culturale Colonos e, dal 2014, presidente Mittelfest.

Lettura scenica con Donada_Bonanni e Somaglino

Grande soddisfazione per la partecipazione di un numero consistente di autori l’ha espressa il presidente della giuria, nonché direttore artistico dell’Associazione Candoni, Giuliano Bonanni. «Un segnale – ha affermato – che dimostra quanto il friulano sia una lingua viva anche da un punto di vista artistico. È importante, infatti, che la lingua friulana oggi sia percepita come urgenza da un punto di vista artistico e drammaturgico da autori che sentono la necessità di utilizzarla per affrontare temi anche di forte attualità. Il che significa, non più l’idea di una scrittura in friulano ancorata al passato, ma, anzi, dimostra la concretezza di una marilenghe proiettata verso il futuro».

Applausi per i lavori svolti anche a tutti gli altri sei partecipanti: Adriana Bardi con “Il ben di un pari”, Samuele Cattarossi con “Tonâts”, Amabile Dassi con “Il vistît di gno pari”, Fausto Del Pin con “Un pêl un pan”, Stefano Gasti con “Tal cûr dal cunfin” e Francesco Sabucco con “Il cîl, isal celest sore dai nui?”. Il Premio, lo ricordiamo, è stato organizzato dall’Associazione culturale “Luigi Candoni” con il sostegno dell’Arlef, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine e in collaborazione con MateâriuM Laboratorio di nuove drammaturgie e la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Le foto sono di Luca d’Agostino.

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