Il Premio Feltrinelli alla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin

7 Novembre 2018

Daniela Luchetta

TRIESTE. Riconoscimento di prestigio per la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin onlus, insignita del Premio Antonio Feltrinelli 2018 “per una impresa eccezionale di alto valore morale e umanitario”. Il conferimento del Premio, promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei, è stato annunciato dal Presidente Giorgio Parisi e arriva come attestazione del lavoro avviato dalla Fondazione Luchetta ben 25 anni fa, all’indomani della strage di Mostar, per accogliere i bambini vittime delle guerre a qualsiasi latitudine del mondo, insieme ai loro familiari. Dal 1994 la Fondazione Luchetta ha accolto oltre 750 bambini feriti in guerra o affetti da malattie incurabili nei loro Paesi d’origine, aiutandoli ad accedere alle cure mediche in Italia con i loro genitori e congiunti. Dal 2004 la Fondazione promuove il Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta, giunto al traguardo della sua 16^ edizione, affiancato dal 2014 da Link, Festival del buon Giornalismo.

Istituito nel 1942 alla morte dell’artista e imprenditore Antonio Feltrinelli, il Premio riconosce l’eccellenza del “lavoro, dello studio, dell’intelligenza”. Il compito dell’assegnazione è stato affidato all’Accademia dei Lincei, la più prestigiosa istituzione scientifica del Paese, che lo conferisce annualmente, a rotazione, a chi in Italia e nel mondo si distingue in scienze storiche e morali, scienze fisiche, matematiche e naturali, lettere, arti, medicina. Il Premio sarà consegnato venerdì 9 novembre nell’ambito della cerimonia inaugurale del 416° Anno Accademico, nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei a Roma, Palazzo Corsini. Per l’occasione la Presidente Daniela Luchetta terrà una lecture dedicata all’attività e alla mission istituzionale della Fondazione.

La Fondazione Luchetta “per i bambini vittime delle guerre” si è costituita nel 1994 per iniziativa dei familiari e colleghi di quattro operatori dell’informazione uccisi nei tragici fatti di Mostar – dove, il 28 gennaio 1994, persero la vita i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D’Angelo – e di Mogadiscio, dove persero la vita la giornalista Ilaria Alpi e il telecineoperatore Miran Hrovatin. Da allora la Fondazione si dedica all’assistenza dei bambini affetti da malattie non curabili nei loro Paesi d’origine. Nelle due case di accoglienza della Fondazione Luchetta convivono pacificamente persone di razze, religioni, nazionalità diverse: un miracoloso microcosmo dove regna il sorriso e una sentita solidarietà in persone provenienti da etnie spesso in conflitto tra loro. La Fondazione Luchetta, negli anni, ha moltiplicato il fronte dei suoi interventi aiutando economicamente il reinserimento dei propri assistiti e cercando anche di soddisfare parte delle tante richieste che pervengono dall’estero, sostenendo ospedali pediatrici e orfanotrofi in quelle aree del mondo che continuano a fare i conti con la miseria e la guerra.

In questi 25 anni le strutture sono aumentate di numero così come le attività. La Fondazione ora gestisce i centri di accoglienza Casa Valussi, Casa Chiadino (per bimbi immunodepressi) a Trieste, Casa Steffè a Bristie (centro Sprar del Comune di Sgonico-Zgonik, gestito con l’ICS Ufficio rifugiati onlus). Accanto a questo la Fondazione offre aiuto anche alla città di Trieste: centro di raccolta di vestiti; distribuzione del “banco alimentare”; convenzioni con il Comune a sostegno di famiglie bisognose; gestione della Microarea di Montebello, progetto di inclusione e sostegno sociosanitario in collaborazione con Comune di Trieste, Azienda sanitaria e Ater.

Info: www.fondazioneluchetta.org www.premioluchetta.it

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