Il nuovo lavoro di Andrea Molesini a Il libro delle 18:03

30 Aprile 2019

GORIZIA. Si conclude con lo scrittore veneziano Andrea Molesini, Premio Campiello nel 2011 con il suo “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, l’edizione primaverile 2019 de “Il libro delle 18:03”. L’appuntamento è per il prossimo giovedì 2 maggio al consueto orario in Sala Apt a Gorizia, quando l’ospite presenterà il suo ultimo romanzo, “Dove un’ombra sconsolata mi cerca” (Sellerio editore, 2019), in una conversazione con il giornalista e animatore culturale Alex Pessotto.

Andrea Molesini

Andrea Molesini, poeta, saggista e traduttore, ha insegnato Letterature comparate all’Università di Padova. Ha scritto diversi libri per ragazzi, ricevendo nel 1999 il premio Andersen alla carriera e i romanzi La primavera del lupo (2013), Presagio (2014) e La solitudine dell’assassino (2016). Questo suo ultimo lavoro si ambienta ancora una volta a Venezia tra il 1938 e il 1945. Sono gli anni della guerra, del fascismo e dell’occupazione nemica quelli che attraversa il protagonista, Guido, nel suo percorso dall’infanzia all’adolescenza. In questo romanzo di formazione altre figure si stagliano per incidere nella sua crescita: il padre, detto il «Comandante», un ufficiale della Regia Marina che diventa capo partigiano e la madre, Elsa che decifra il mondo affidandosi ai sensi e all’intuito, infischiandosene della presunta razionalità maschile.

“Solo molti anni dopo capii che la mamma aveva ragione quando diceva che le malinconie di una donna arrivano più lontane di quelle di un uomo, perché le donne – considera nelle pagine del libro il protagonista – hanno il mondo negli occhi e sulle labbra, mentre gli uomini il mondo lo tengono sotto i piedi, ci camminano sopra e così non lo vedono mai”. E’ poi centrale la figura di Scola, l’umile compagno di classe di Guido. I due si introducono prima nel losco universo del piccolo contrabbando per poi diventare, quasi per caso, delle staffette partigiane. La Laguna si trasforma così in un territorio denso di segreti e di messaggi cifrati, di traffici e incontri con le persone più strane. In un orizzonte salmastro si fondono Resistenza e brigantaggio.

A volte trionfano il senso del rischio e della sfida, altre quello dell’angoscia che può assalire dopo tante peripezie. Un racconto caratterizzato da una scrittura potente, realistico ma anche foriero di metafore suggestive. Un’altra grande prova di un autore capace di elaborare picchi di pensiero tra lirismo e analisi della coscienza, soffermandosi tra gli avventurosi incroci della piccola con la grande storia. Tutto questo a Venezia, in uno degli scenari che più ama e enfatizza, rendendosi complice della sua suggestiva bellezza.

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