“Il numero dei positivi non indica più l’evoluzione della pandemia” (Fulvio Zorzut)

4 Gennaio 2022

TRIESTE. Riceviamo – e pubblichiamo con piacere – una interessante valutazione sull’attuale andamento della pandemia, del dottor Fulvio Zorzut (ben noto ai nostri lettori per l’equilibrio delle sue analisi), che ringraziamo.

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Il Coronavirus diverrà endemico?

Fulvio Zorzut

L’ andamento epidemico di questo periodo, sostenuto per 2/3 dalla variante Delta e per il resto da Omicron, se fosse valutato solo in base ai numeri dei nuovi positivi sarebbe di estrema gravità in quanto la quarta ondata è di gran lunga la peggiore di tutte. Ma non se allarghiamo la valutazione ad altri parametri: le cose, nella sostanza, non stanno così.

I ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ospedalieri ordinari, sebbene in lieve costante aumento, non hanno subito pari incremento, anzi. I PS non sono particolarmente sotto pressione. I decessi, sempre drammatici, avrebbero potuto/dovuto essere di centinaia al giorno con questo numero di contagi quotidiani. E invece ciò non sta accadendo. Inoltre, i tanti positivi sono conseguenza del numero elevatissimo di tamponi antigenici e molecolari che vengono eseguiti ogni giorno, nell’ordine di un milione.

Il Rt =1,18 non è cresciuto come sarebbe stato lecito attendersi se si valutano gli andamenti delle 3 ondate precedenti, ma anzi sembra stabile e tendente sempre più a 1 o meno, che significherebbe endemia e conseguente fine dell’epidemia. I positivi, mai come in questo periodo, sono asintomatici o presentano sintomi banali che si risolvono spontaneamente, a casa, in pochi giorni. La variante Omicron è molto più contagiosa, ma anche molto meno aggressiva della Delta.

Le vaccinazioni, prima con il ciclo a due dosi e ora con il ’booster‘, nonostante la durata immunitaria sia inferiore a quanto sperato, sono decisive in questa evoluzione, anche se quasi 6 milioni di italiani, ancora, rifiutano la profilassi vaccinale. Le misure di contenimento (mascherine, distanziamento, disinfezione delle mani) continuano ad avere la loro utilità. I tracciamenti, che è bene dirlo, con questi numeri e con questi quadri clinicamente asintomatici ricordano il tentativo di vuotare lo stagno con un secchio. I positivi quotidiani non sono più un indicatore significativo per valutare l’evolversi della pandemia.

Il Covid-19, a forza di mutare milioni di volte al giorno per errori di replicazione, diventerà un malanno stagionale, poco più che un raffreddore per alcuni, o una malattia più pericolosa come l’influenza per altri, ma pur sempre gestibile, parte integrante delle nostre vite, non troppo impattante sulla quotidianità, sugli affetti e sull’economia.

Se non accadrà questo inverno, succederà in futuro e il Sars-CoV 2 diventerà un virus endemico con cui conviveremo.

dott. Fulvio Zorzut
Medico Epidemiologo
Specialista in Igiene e Medicina Preventiva
Ordine dei Medici di Trieste n. 2415

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