Il mosaico sarà al centro di un convegno a Udine

25 Novembre 2019

UDINE. ”Mosaico. Formazione, artigianato-arte, architettura e design” è il titolo del convegno che si terrà a Udine, al Salone del Popolo, venerdì 29 novembre dalle 17,30. Dopo i saluti di: Pietro Fontanini (sindaco di Udine), Enrico Sarcinelli (sindaco di Spilimbergo), Stefano Lovison (presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli), sono previsti gli interventi di: Gian Piero Brovedani (direttore della Scuola Mosaicisti del Friuli) e Paolo Coretti (architetto). Modera: Bernardino Pittino (architetto).

L’arte musiva di Spilimbergo è una delle eccellenze italiane: nata da una tradizione profondamente locale, è riuscita a proiettare l’idea di bellezza, preziosità, unicità in una dimensione globale, con prestigiose realizzazioni in tutto il mondo – l’Opera di Parigi, la metropolitana Ground Zero di New York, il Foro Italico, il Santuario di Lourdes sono solo alcuni esempi. I Laboratori di Spilimbergo (sono circa 60 quelli in attività) continuano oggi a lavorare sul pezzo unico, sull’opera interamente fatta a mano, in un processo di alto artigianato che va dal reperimento delle pietre naturali alla realizzazione dei colori, al taglio dei materiali, fino alla composizione delle tessere.

Una sapienza millenaria che si è progressivamente avvicinata alla cultura del progetto e al linguaggio del design contemporaneo, con un percorso che il convegno di Udine intende indagare e rafforzare per aprire a questa arte nuove prospettive di crescita e di sviluppo. Per raggiungere questo obiettivo sono stati chiamati due importanti protagonisti della scena regionale e non solo del mondo dell’architettura, come Paolo Coretti e Bernardino Pittino, che dialogheranno con Gian Piero Brovedani – direttore della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo – sul tema Mosaico. Formazione, artigianato-arte, architettura e design.

L’obiettivo è quello di fare il punto su un’arte antica e specialistica, il mosaico, con il gusto ed il trend del design contemporaneo. Il mosaico è stato una delle prime forme d’arte, tutt’ora associato all’ambito artistico e in particolare all’arte sacra. Il sistema di produzione è tutt’ora di tipo tradizionale: strumenti e materiali sono gli stessi di 2000 anni fa. Ciò che è cambiato è solo l’aspetto stilistico. La tecnologia è utilizzata solo come supporto nella fase progettuale. Tutto viene fatto a mano, compreso il taglio delle tessere con la “martellina”, strumento di cui ogni mosaicista è gelosissimo. Ciascuno di loro ha poi una specializzazione: chi i volti, chi i motivi floreali e così via. I prodotti realizzati possono essere definiti sartoriali, perché nascono dall’incontro e dal confronto con i committenti, per poi cucire su misura un abito che andrà a vestire le superfici orizzontali o verticali. Oggi questa tecnica punta all’innovazione investendo in una ricerca costante di nuove tecnologie d’avanguardia e materiali.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!