Il Giorno della Memoria per la Filologica è Parole e Musica

24 Gennaio 2020

GORIZIA. Il 27 gennaio di ogni anno ricorre il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto e condannare tutte le manifestazioni di intolleranza, violenza e incitamento alla violenza contro persone o comunità, sia su base etnica che religiosa. Quest’anno anche la Società Filologica Friulana, che ha a cuore la convivenza nella pluralità, ha voluto dare il suo contributo alle celebrazioni, organizzando un evento in collaborazione con l’Associazione “Amici di Israele” e il Comune di Gorizia, e con il sostegno della Cassa Rurale del Fvg, da un’idea del noto mezzosoprano goriziano Romina Basso.

L’appuntamento, Parole e Musica per non dimenticare, si terrà domenica 26 gennaio alle 16 nel Ghetto ebraico di Gorizia. L’itinerario parte dalla Sinagoga di Gorizia con alcune letture scelte, per continuare alla scoperta di casa Ascoli, che vide i natali del grande linguista e glottologo italiano di origini ebree, e concludersi con una performance musicale con letture nell’attigua Chiesa di San Giovanni. Non sarà solo un concerto, non saranno solo visite guidate a luoghi. Quello che si propone vuol essere un percorso storico-culturale, un cammino, una linea guida da seguire all’interno dell’antico Ghetto, nel cuore di Gorizia.

È questa una preziosa occasione per ascoltare la voce dell’attore friulano Massimo Somaglino, che nella cornice della Sinagoga interpreterà pagine scelte ed estrapolate da una ricerca ad hoc condotta da Maria Chiara Visintin e da Romina Basso. Le letture spazieranno da alcune prediche rabbiniche ottocentesche, ma ancora quanto mai attuali, ad antichi salmi in friulano tradotti appositamente per la comunità ebraica di Gorizia, dai profondi pensieri del Mahatma Gandhi alle poesie di Konstantinos Kavafis per giungere ad estratti emblematici del Diario di Anna Frank.

Dopo le parole, arriverà la Musica: quella che la voce di Romina Basso e la chitarra barocca di Alberto Mesirca uniranno ancora a Massimo Somaglino nella cornice miniata della chiesa di San Giovanni. Un programma musicale che nasce dalla passione dei due interpreti per la musica antica, che ben si presta ad esprimere il comune, profondo senso di appartenenza che unisce tutte le religioni. Un itinerario che spazia dal Laudate Dominum di Monteverdi al corrispondente Barechu, canto di lode ebraico, da brani strumentali intrisi di dolce melancolia di Gaspar Sanz a due canzoni sefardite recuperate da Mesirca nella Biblioteca Nazionale di Istanbul. E, ancora, in ossequio al rito ashkenazitha del Tempio goriziano, una versione del salmo 127 tratto da una rara edizione tedesca del brano composto da Salomone Rossi e una struggente versione dell’Elohim Ashivenu ancora del Rossi.

Insieme a Massimo Somaglino, Romina Basso e Alberto Mesirca, a introdurre la giornata, a illustrare il progetto e i luoghi ci saranno le parole di Lorenzo Drascek, Rosalba Perini e Maria Chiara Visintin. Parole e Musica che intendono essere, insieme, un forte richiamo, un’attenzione e, soprattutto, una preghiera affinché l’Umanità possa trovare – o, meglio, ritrovare – il coraggio di ricordare e scegliere consapevolmente di non dimenticare, perché è sulla memoria e sull’insegnamento che da essa traiamo, che si fonda l’esistenza di ogni essere umano, di ognuno di noi.

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