Il flauto di Luisa Sello coniuga Il futuro anteriore

20 Novembre 2018

TRIESTE. In quale modo i compositori di oggi traggono ispirazione dal passato? L’artista Luisa Sello, eclettica e innovativa, flautista quotata sulla scena internazionale con attività solistica in Europa, Estremo Oriente, Stati Uniti e Sud America, guiderà il pubblico in un originalissimo excursus musicale per scoprire come i grandi del passato possono ispirare, suggestionare, emozionare i compositori del nostro tempo. “Il futuro anteriore”, in programma mercoledì 21 novembre alle 20.30 nella Sala Tartini del Conservatorio di Trieste (via Ghega 12), è proposto in collaborazione con il Festival Trieste Prima, in sinergia con la Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Tartini.

Luisa Sello, impegnata per l’occasione al flauto ed elettronica, partirà con un focus dedicato a Sugiyama: la ricerca si concentra sulle istanze dell’espressività, della gestualità e della teatralità che emergono, in modo personale, dall’interprete a cui Bianco II è dedicato, ossia la stessa Luisa Sello, protagonista della serata. La tradizione oramai consolidata, dopo la lezione John Cage, che testimonia come ogni suono possa essere musica, emerge dalle trame di Chrisalis II, dove Cristina Calderoni avvolge il suono tradizionale del flauto nella materia grezza del “rumore”, ovverosia i “suoni meno nobili” del flauto, quali, ad esempio, l’articolazione delle chiavi e i soffi. Il passato può emergere nelle sembianze di uno spettro, sembra suggerire la Canzonetta di Aldo Clementi, ed effettivamente le sovrapposizioni della melodia immaginata dal compositore siciliano risuonano ossessive, rimembrando la dimensione di uno dei topoi più rappresentativi del contrappunto classico, il canone.

Il messicano Galindo Guillermo immerge la propria musica nell’antichità del Sol levante, ispirandosi a una delle forme classiche della poesia giapponese, e costruendo Haiku II su aspetti compositivi che vedono il proprio fulcro nell’essenza dei componimenti nipponici: la semplicità. L’alchimia medievale è invece il perno su cui ruota gran parte della produzione musicale dell’ultimo Coral: nel caso di Esorcismo del serpente marino, l’unione alchemica di Testa e Coda del Serpente vive di suggestioni novecentesche; il brano si rifà infatti ad un disegno di Alfred Kubin. Rainer Bischof è ispirato dagli echi della “seconda scuola di Vienna” schönbergiana, mentre, all’estremo opposto, Buleria di Tadini si rifà alla tradizione del flamenco, indagandone gli archetipi più nascosti.

Ingresso libero previa prenotazione. Info 040.6724911 www.conservatorio.trieste.it

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