Il Festival dello sviluppo sostenibile a Tolmezzo

4 Giugno 2019

TOLMEZZO. Attraverso la proiezione dell’action thriller ecologista “La donna elettrica”, in programma giovedì 6 giugno al “Cinema David” di Tolmezzo, con inizio alle 20.30, si accende anche in Carnia l’attenzione sui temi dello “Sviluppo sostenibile” e sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Prima del film, firmato dal regista islandese Benedikt Erlingsson, saranno brevemente illustrati i temi e le proposte del “Festival dello Sviluppo Sostenibile”, che volge al termine dopo 17 giorni di iniziative, organizzate in tutto il Paese, «per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale» (www.festivalsvilupposostenibile.it).

Per diffondere la cultura della sostenibilità e per realizzare il cambiamento culturale e politico necessario perché anche l’Italia sia in grado di centrare i 17 “Obiettivi dello sviluppo sostenibile”, indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, da 4 anni è all’opera la rete di organismi e associazioni della Società civile “Alleanza per lo sviluppo sostenibile” (www.asvis.it). Delle iniziative programmate in Carnia, in questo ambito, si potrà discutere, prima e dopo la proiezione, con la geografa Nadia Carestiato, esperta di “Sviluppo locale e Beni comuni”.

Dopo aver a lungo collaborato con l’Università friulana, attualmente Carestiato insegna “Agricoltura Sociale” nell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia. È, inoltre, membro del Forum regionale dell’Economia solidale e dei Beni comuni ed ha curato interessanti ricerche sulle Proprietà collettive della Carnia, della Val Canale e del Medio Friuli.

Il film “La donna elettrica” del 2018, particolarmente apprezzato alla “Settimana della Critica” del Festival di Cannes e “Premio Lux” del Parlamento europeo, presenta l’insolita figura di una direttrice di coro, “ecoterrorista” e futura madre adottiva. La protagonista Halla, interpretata da Halldora Geirhardsdottir, conduce una lotta contro lo sfruttamento del territorio tanto appassionata quanto ferocemente distorta dalla comunicazione ufficiale e dal sistema politico-burocratico. Munita di un sofisticato arco, la “donna elettrica” sabota impattanti elettrodotti aerei, necessari a un’industria cinese che intende installare in Islanda una fabbrica altamente inquinante ed energivora.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!