Il Faraone, il chicco di grano e la crescita del Coronavirus

16 Agosto 2020

TRIESTE. Ecco, puntale, l’analisi settimanale sull’andamento del Coronavirus del dottor Fulvio Zorzut, medico epidemiologo di Trieste. L’ha intitolata ”Il Faraone, il chicco di grano e il Coronavirus”.

”Nell’ultimo report del Ministero della Salute emerge che il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto, ma con una tendenza all’aumento. Se poi si guardano nel dettaglio i numeri diffusi giorno per giorno dal 10 agosto, l’aumento appare esponenziale: il 10 agosto i nuovi casi erano stati 259, l’11 diventano 412, il 12 sono 481, il 13 salgono a 523, il giorno dopo i nuovi casi sono stati 574 e il 15 agosto 629 casi.

Quindi la situazione in prospettiva non è rassicurante, come l’inizio di risalita della curva indica. Ci si può chiedere cosa c’entri il gioco degli scacchi e i chicchi di riso con la pandemia. Il gioco degli scacchi è uno dei più antichi del mondo, per quanto non si sappia se l’abbiano inventato i cinesi o gli indiani, alcune migliaia di anni fa, ma certamente raggiunse la Persia, dove divenne ben presto molto popolare. La leggenda, di cui ovviamente ci sono molte versioni, narra che un ambasciatore persiano in Egitto mostrò al Faraone il gioco degli scacchi, catturandone immediatamente l’attenzione. Dopo aver ascoltato le regole ed effettuato una partita dimostrativa, diedero vita a una sfida appassionata durata tutta la notte.

Il Faraone venne sconfitto molte volte, ma imparò ad apprezzare la bellezza degli scacchi e la strategia psicologica e militare necessaria per vincere. L’entusiasmo fu tale che invitò l’ambasciatore a esprimere un desiderio e gli promise di esaudirlo per sdebitarsi di avergli fatto conoscere un gioco così affascinante. Il persiano, evidentemente persona di grande intelligenza e astuzia, rispose che voleva solo del grano: un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza e così continuando e raddoppiando, fino alla sessantaquattresima casella. Il Faraone rimase allibito da una richiesta così modesta ed umile, visto che era pronto a dargli dell’oro, dell’avorio o dell’argento. Quindi diede ordine al tesoriere di corte di esaudire rapidamente una richiesta così inusuale ed economica.

Il funzionario trascorse oltre una settimana a fare i conti. Trafelato e preoccupato chiese un colloquio riservato col Faraone e svelò che per pagare l’ambasciatore non solo non era sufficiente il raccolto di grano dell’intero Egitto, ma non lo era neppure quello del mondo conosciuto, e non lo sarebbero stati nemmeno i raccolti dei prossimi dieci anni! Queste affermazioni suscitarono incredulità ed irritazione. Una richiesta così banale poteva mettere in ginocchio l’Egitto?

Il Gran tesoriere spiegò che al chicco della prima casella, si devono sommare i due chicchi nella seconda, i quattro della terza, gli otto della quarta, i sedici nella quinta e così via. La legge del raddoppio va avanti fino alla sessantaquattresima casella. Complessivamente quindi: 18.446.744.073.709.551.615. Ossia più di diciotto miliardi di chicchi… Ogni qualvolta si aumenta ripetutamente una quantità per la stessa proporzione (ad esempio raddoppiandola), si ha una crescita esponenziale. Il che significa che inizialmente la quantità considerata aumenta lentamente, ma ben presto accelera e in poco tempo raggiungerà dimensioni incontrollate.

Questo cerca di spiegare quanto sia pericolosa una malattia infettiva diffusiva, il cui contagio aumenti in modo esponenziale. Ma è un concetto di difficile comprensione e accettazione, per molti. Si chiama ’exponential growth bias’, che non fa valutare in modo adeguato la crescita esponenziale seguita da vari fenomeni, compresa la diffusione del contagio del Coronavirus nella popolazione suscettibile. Questo significa che le persone infettate dal virus possono raddoppiare ogni volta che trascorrono 3-4 giorni, in assenza di precise ’misure di contenimento’ e in assenza di vaccini e terapie.

Non conoscendo o non dando il giusto senso ai principi della matematica del contagio, molte persone sottovalutano la pericolosità della diffusione del virus, banalizzando il rischio e di conseguenza non rispettando il distanziamento sociale, evitando di indossare le mascherine e dimenticando di lavarsi spesso le mani. Ed è quello che si deve evitare, visto l’attuale nuovo incremento di infetti giornalieri, conseguenza sia dei casi di ritorno, sia degli assembramenti vacanzieri, che del flusso dei migranti. Settembre potrebbe riservarci delle sorprese considerati i 10 giorni di incubazione, di media”.

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