Il difficile cammino dei diritti femminili: conferenza

20 Aprile 2018

UDINE. “Dall’inadempienza costituzionale alla stagione dei diritti” è questo il titolo della terza conferenza del ciclo di incontri di approfondimento storico e di formazione, che ha preso il via nell’ottobre 2017, denominato “Dalla Resistenza alla Costituzione: testimonianze di un percorso”, ideato dall’ANPI di Udine in collaborazione con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, con il patrocinio del Comune di Udine. Protagonisti sul palco dell’Auditorium Zanon di Udine, sabato 21 aprile dalle 9 alle 12.30, saranno la professoressa Sergia Adamo, docente di Letterature comparate all’Università di Trieste e il professor Gabriele Donato, docente e ricercatore. Il coordinamento della mattinata è affidato alla dottoressa Giacomina Pellizzari, giornalista del Messaggero Veneto, in collaborazione con gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico “G.Marinelli” nell’ambito del progetto alternanza Scuola – Lavoro dell’ANPI di Udine.

Di cosa si parlerà? Della consapevolezza delle Donne Costituenti che il loro compito non sarebbe terminato con la proclamazione della Costituzione. Esse si sono battute, superando mille difficoltà, trovando, al di là delle differenti posizioni politiche, delle diffidenze e dei tentativi di “rimetterle al loro posto” da parte dei colleghi maschi, forme di dialogo e di intesa per far approvare principi e articoli che attuassero la parità tra uomo e donna dinanzi alla legge. Tutte d’accordo, dopo la ventennale esperienza fascista che le aveva private di qualsiasi diritto e relegate al ruolo di moglie e madre prolifica, sono impegnate a vario modo nei partiti e nelle associazioni perché il tema dell’emancipazione femminile diventi patrimonio comune delle italiane, e non sia disatteso da ostruzionismi e richiami a una società in cui lo spazio pubblico sia riservato agli uomini e quello privato alle donne. Sanno che dopo la Costituzione ci vogliono leggi attuative dei principi in essa affermati e, all’interno delle istituzioni in cui credono, lavorano in tal senso, ma ci vorranno anni perché la parità si realizzi pienamente: ad esempio l’ingresso in Magistratura, la cui causa è perorata da Teresa Mattei, avverrà solo nel 1963!

Le 21 Costituenti e altre loro colleghe parlamentari hanno tracciato un percorso e, pur avendo obiettivi e idee che le mettono spesso in contrasto con i vertici dei partiti, difficilmente se ne staccano e seguono le direttive date, sia pure con insofferenza. Nel volgere di qualche decennio, dopo il Sessantotto, le cose cambiano. C’è una prima fase in cui le donne sfilano con i loro compagni nelle piazze e nei cortei, ma, quando vengono relegate al ruolo di angeli del ciclostile, quelle stesse donne si staccano dai maschi e danno inizio alla stagione del/dei femminismo/i: nascono collettivi, movimenti, gruppi che si riuniscono autonomamente da partiti e istituzioni e anzi, spesso, vi si contrappongono ritenendoli apparati repressivi che ostacolano la libertà e la creatività del pensiero femminile.

Nel 1970 Carla Lonzi e le sue compagne rivendicano nel Manifesto della Rivolta Femminile che il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società. E’ una stagione in cui si supera il tema dell’emancipazione, si parla di liberazione, si afferma il pensiero della differenza e le sollecitazioni che arrivano dalle piazze, in cui i collettivi danno vita a inusuali e fantasiose forme di lotta e di occupazione di spazi pubblici e privati, hanno ricadute in ambito istituzionale. Vengono infatti varate leggi come quelle su divorzio, diritto di famiglia, interruzione volontaria della gravidanza, istituzione di asili nido comunali e di consultori famigliari, che imprimono un cambiamento accelerato alla società italiana e al ruolo della donna, tanto da definire questa come la stagione dei diritti.

L’incontro a ingresso gratuito è aperto a tutta la cittadinanza.

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