“Il Dante di Anzil”: ottanta opere alla Galleria Sagittaria

17 Maggio 2021

Anzil – Autoritratto

PORDENONE. Un importante evento espositivo che, nel 2021 dedicato alla celebrazioni dantesche, sigla il ritorno all’arte in presenza con un percorso inedito e suggestivo, a firma di un artista celebrato a livello internazionale. “Il Dante di Anzil” è il titolo della 470^ mostra d’arte allestita alla Galleria Sagittaria di Pordenone (via Concordia 7) e visitabile fino al 5 settembre, per iniziativa del Cicp Centro Iniziative Culturali Pordenone in collaborazione con il Centro Culturale Casa Antonio Zanussi Pordenone e con il sostegno della Regione.

Curato da Giancarlo Pauletto e dall’artista Aulo Toffolo figlio di Anzil, coordinato dalla presidente Cicp Maria Francesca Vassallo, il percorso espositivo include, fra tavole a colori e disegni preparatori, un’ottantina di lavori realizzati tra il 1986 e il 1988, attraverso una sorta di “ispirazione immersiva” che Anzil attinse dalle Cantiche della “Divina Commedia”. Opere che per la prima volta saranno esposte, integrate da una decina di autoritratti scelti lungo il corso di tutta l’amplissima attività del pittore: «Quasi una sorta di ricognizione biografica e autobiografica – osserva Giancarlo Pauletto – che ancor meglio potrà mettere lo spettatore, attraverso la varietà delle invenzioni figurali che Anzil dispiega nell’indagine di se stesso, davanti alla sua personalità di pittore “dantesco”».

Anzil – Selva oscura

La mostra – che riprende il filo di un precedente omaggio ad Anzil allestito nel 2010 alla Galleria Sagittaria, “Anzil gli anni 60′ e opere inedite 1935/1990“ – è promossa nell’ambito del progetto “Dante 700. Tutte quelle vive luci”, a cura e in parternariato della Fondazione de Claricini Dornpacher. La mostra resterà visitabile fino al 5 settembre, in presenza, con accesso gratuito e prenotazione obbligatoria presso Centro Iniziative Culturali Pordenone, cicp@centroculturapordenone.it – tel. 0434.553205 E’ garantito il rispetto delle disposizioni in ottemperanza delle norme di sicurezza con procedure di sanificazione e distanziamento secondo decreto vigente.

IL DANTE DI ANZIL
Giovanni Toffolo, detto Anzil (Monaco di Baviera, 1911 – Tarcento, 2000), è stato uno dei massimi rappresentanti del Neorealismo italiano del dopoguerra, assieme a Guttuso, Pizzinato, Zigaina e altri importanti artisti. È attraverso il tema del “Grande viaggio” che la sua vicenda di pittore s’incontra con la poesia di Dante: proiettando la sua opera in una storia di esodi, di incontri e scontri che alimentano uno sguardo “metafisico”.

Anzil – Studio per Lucifero

Fra il 1986 e il 1988 Anzil realizza 63 tavole a tecnica mista e 52 disegni preparatori riferiti a specifici passi della Divina Commedia, specialmente all’Inferno, la cui drammatica visione s’incontra naturalmente con la sua sensibilità espressionista. «Sono opere – spiega il curatore Giancarlo Pauletto – in cui la sapienza esecutiva si manifesta compiutamente, mentre egli accompagna le tavole anche con specifiche traduzioni in friulano dei passi danteschi presi in esame. Dante poeta medioevale gli interessa particolarmente per le immagini di folla che suggerisce, e per quei culmini di rappresentazione drammatica che s’incentrano in determinati personaggi: i tiranni, il Conte Ugolino, Capaneo, Taide, Mirra, intesi come esempio dello stravolgimento morale cui può giungere l’umanità stessa».

www.centroculturapordenone.it/cicp

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