Il contributo alla cultura delle donne friulane nel 1500

20 Gennaio 2020

Fabio Accurso

PORDENONE. Dopo l’introduzione leonardesca, l’attenzione di ”Femminile, al plurale” – progetto di divulgazione di cultura umanistica di Uti Noncello e Comune di Pordenone, finanziato dalla Regione – rimane sulle donne del Cinquecento, ma si focalizza sulle friulane e il loro contributo alla cultura, tra arte, musica e letteratura. L’incontro è previsto il 21 gennaio alle 17.30, nel Convento di San Francesco di Pordenone.

Le immagini delle donne nella cultura regionale del Cinquecento si presentano da una parte oggetto dello sguardo maschile (come nel Libro della bella donna di Federico Luigini da Udine, riproposto con un progetto di ristampa anastatica, curato da Sergia Adamo, pubblicato dalla casa editrice Forum con il sostegno della Bcc Pordenonese), dall’altro intellettuali e artiste originali e apprezzate anche fuori dai confini della regione (come Irene da Spilimbergo). Interverranno su questi aspetti Sergia Adamo (Università di Trieste) e Paolo Da Col (Conservatorio di musica G. Tartini – Trieste), mentre la parte musicale è affidata alla voce di Laura Antonaz (soprano) e al liuto di Fabio Accurso. Al volume Libro della bella donna di Federico Luigini da Udine verrà dedicato un incontro specifico il 30 marzo nella saletta Degan della Biblioteca civica di Pordenone.

Laura Antonaz

Il programma musicale a corredo dell’intervento di Paolo Da Col – Quella maniera di cantare più armoniosa e soave: Irene da Spilimbergo e i cantori al liuto a Venezia nel Cinquecento – vede in scaletta: Marchetto Cara (1470-1525), Io non compro più speranza; Antonio Caprioli (1425-1475), Quella bella e bianca mano; Bartolomeo Tromboncino (1470-1535), Per dolor mi bagno il viso, Oimè il cor, oimè la testa, Zephyro spira e il bel tempo rimena, Sparzean per l’aria le anodate chiome; Claudia Sessa (1570-1615), Sopra le orecchie da: Canoro pianto di Maria Vergine sopra la faccia di Christo Estinto; Francesca Caccini (1587-1641), O chiome belle; Settimia Caccini (1591-1660), Core di questo core, Due luci ridenti.

“Partiamo dal passato – spiega l’assessora alle pari opportunità Guglielmina Cucci – per arrivare all’oggi, facendo una riflessione a 360°. La rappresentazione e l’immagine della donna nella nostra società, costituisce da sempre un ‘argomento’, come da sempre sul corpo femminile si combattono battaglie campali. La rappresentazione della donna è da sempre legata a due poli opposti, positiva (moglie, madre, santa, angelo del focolare, ispiratrice di amore puro), negativa (a partire da Eva la tentatrice, per arrivare alla strega, fino alla prostituta o ancora alla libertina). In ogni modo prospettive stereotipate e ingabbianti. Da qui la necessità di una analisi che sveli la ricchezza e la molteplicità delle identità femminili, plurali appunto”.

Irene da Spilimbergo

Laura Antonaz predilige la vocalità barocca e cameristica; svolge attività concertistica collaborando con diverse ensemble. È ospite frequente di prestigiosi festival, quali il Festival van Vlanderen a Bruges, Utrecht, Amsterdam, MiTo, Musica en Canarias, Music for the Stage a Londra, Rio de Janeiro, ‘Mostly Mozart’ al NewYork Lincoln Centre, Graz Styriarte.

Fabio Accurso svolge da anni intensa attività concertistica con numerose formazioni di musica antica medievale, rinascimentale e barocca. Suona in Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Australia. Paolo Da Col ha compiuto studi musicali al Conservatorio di Bologna e musicologici all’Università di Venezia. Orienta i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e pre-classica, unendo costantemente ricerca ed esecuzione. È bibliotecario del Conservatorio di Trieste, è curatore di edizioni di musica strumentale e vocale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità. Attualmente svolge un lavoro di ricerca sulla vocalità del Rinascimento nel Centre d’Études Supérieures de la Renaissance di Tours. Sergia Adamo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università di Trieste.

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