Il Concerto di Natale del Festival di Musica Sacra

17 Dicembre 2020

Ulloa, Calabretto ed Esposito

PORDENONE. “The Lord’s Prayer”: venerdì 18 dicembre dalle 15.30 sarà per tutti online il Concerto di Natale del Festival Internazionale di Musica Sacra 2020 di Pordenone, protagoniste i soprano Laura Ulloa e Daniela Esposito accompagnati al pianoforte dall’artista e musicologo Franco Calabretto. La XXIX edizione del Festival, promossa come sempre da Presenza e Cultura con Centro Iniziative Culturali Pordenone e diretta da Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, com’è noto non ha potuto svolgersi in conseguenza della pandemia. Anche per questo la performance musicale del Trio vuole porgere a tutti un augurio di rigenerazione in musica, rendendo disponibile per tutti un’ampia panoramica della musica sacra o di ispirazione mistica e spirituale dei secoli XIX e XX, in un appassionato omaggio alla tradizione religiosa bianca e afroamericana.

Registrazione nel sito www.centroculturapordenone.it/pec

Proposto in collaborazione con il Conservatorio Tomadini di Udine, l concerto offrirà musiche che appartengono ai più famosi compositori di area statunitense e inglese, ma anche alla tradizione dei negro spiritual, arrangiati per canto e piano. Fra i compositori americani Ives, Barber, Bernstein; ma anche nomi meno noti, personalità del mondo nero che si sdogana dall’ambito eminentemente jazzistico ed entra, non senza difficoltà che possiamo solo immaginare, nell’ambiente classico ed accademico, come Harry Burleigh o la compositrice Margaret Bonds.

Fra i compositori non statunitensi, Benjamin Britten, il più autorevole esponente del mondo musicale inglese. I testi utilizzati dai musicisti attingono alle Sacre Scritture, a volte reinterpretate, oppure alle poesie originali di autori, noti e meno noti, come Emily Dickinson, Thomas Hardy, Arthur Symons, Francis Quarles e Langston Hughes; quest’ultimo poeta nero, cantore della vita delle comunità nere metropolitane e delle loro lotte politiche e sociali (curiosamente pronipote di Quarles). Attraverseremo quindi i territori della preghiera, della meditazione, della ballata su temi religiosi ma anche laici, esistenziali, che raccontano di una condizione umana piena di sofferenza (spesso in relazione alla schiavitù del popolo nero), ma anche di speranza nel futuro grazie all’aiuto della Provvidenza.

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