Il Codice dantesco Claricini torna in Friuli (solo per un po’) per la mostra a Cividale

18 Settembre 2021

Una pagina del Codice Claricini

MOIMACCO. È trascorso più di mezzo secolo da quando il prezioso codice miniato della Commedia dantesca trascritto dal nobile Nicolò de Claricini nel 1466 lasciò la villa di Bottenicco di Moimacco, per trovare ricovero a Padova. Nel 1968, alla morte dell’ultima discendente della famiglia, Giuditta de Claricini Dornpacher, l’unico codice dantesco trascritto e commentato in latino della nostra regione diventò infatti proprietà, per lascito testamentario, della Biblioteca civica di Padova. Ora, a distanza di oltre cinquant’anni, questo manoscritto corredato di miniature di particolare bellezza fa finalmente ritorno in patria per essere per la prima volta esposto al pubblico. L’occasione è data dalla mostra “Codici friulani della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823), accolta dal 19 settembre al 7 novembre nelle sale del Museo archeologico nazionale di Cividale e fiore all’occhiello del programma celebrativo ideato e organizzato dalla Fondazione Claricini Dornpacher in occasione del suo 50° anno di attività e dei 700 anni della morte di Dante Alighieri.

La mostra, a cura di Matteo Venier, docente di Letteratura italiana del Rinascimento e realizzata in collaborazione con l’Università di Udine – Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale, il Museo archeologico nazionale di Cividale e i Comuni di Cividale, Moimacco, San Daniele e Udine, raduna per la prima volta tutti i codici danteschi attualmente conosciuti prodotti o custoditi in Friuli: oltre a quello un tempo proprietà della famiglia de Claricini – unico provatamente copiato in Friuli – sono infatti esposti altri quattro codici integri: il Fontanini della Biblioteca civica guarneriana di San Daniele, risalente alla fine del secolo XIV-inizi XV; il codice Bartoliniano dell’omonima biblioteca udinese; il codice Florio della fine secolo XIV, conservato nella biblioteca della Università di Udine; il codice Sonnino, attualmente conservato a Roma, ma precedentemente proprietà della biblioteca del Seminario di Udine. Vi è poi il frammento del Paradiso conservato nella biblioteca Civica Joppi di Udine. Al nucleo dei codici danteschi sono affiancati poi alcuni manoscritti copiati in Friuli e connessi variamente con il poema dantesco che, seppure indirettamente, ne testimoniano la diffusione e la lettura. Completa l’esposizione un video che offre al pubblico la lettura di alcuni passi danteschi a cura di Angelo Floramo (Inferno), Antonella Sbuelz (Purgatorio) e Gian Mario Villalta (Paradiso).

Il ricco programma di iniziative dantesche organizzato dalla Fondazione de Claricini Dornpacher continuerà con il convegno internazionale di studi “Oltre la Commedia: Dante nel Trecento. L’opera filosofica, lirica, la ricezione in Friuli”, in collaborazione con l’Università di Udine, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre fra Udine, Cividale e Bottenicco. Oltre a mostre, incontri, conferenze e spettacoli che, per tutto il resto dell’anno, avranno sempre come tema conduttore la figura e le opere dantesche e si svolgeranno a Bottenicco, Cividale, Udine, Pordenone e Tolmino.

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